Da inizio maggio Livigno avrà il suo Punto Famiglia nella Casa della Sanità

E’ stato firmato nella mattinata di mercoledì 19 aprile 2017, nella sala consiliare del Comune di Livigno, il Protocollo d’intesa fra Asst Valtellina e Alto Lario, Comune di Livigno e Comunità Montana Alta Valtellina, per la realizzazione di un Punto Famiglia sperimentale dentro la Casa della Sanità livignasca.
A sottoscriverlo Giusy Panizzoli, direttore generale di Asst ValtLario, Damiano Bormolini, sindaco di Livigno, e Raffaele Cola, presidente della Comunità Montana Alta Valtellina, alla presenza di Rosella Petrali, direttore socio sanitario di Asst ValtLario, di Massimo Tarantola, direttore dei servizi territoriali di Asst, di Remo Galli, vice presidente sia della Cm Alta Valtellina sia del Comune di Livigno, e, fra gli altri, di Romina Galli, assessore ai servizi sociali del Comune di Livigno, “regista” dell’operazione a livello istituzionale.
Si tratta di un punto di ascolto, di rilevazione dei bisogni delle persone e del loro orientamento nella complessa rete dei servizi sanitari, socio sanitari e sociali. Al Punto Famiglia potranno afferire tutti i cittadini interessati ad entrare in contatto con i servizi socio sanitari territoriali, presidiato, a partire dal 2 maggio, per due giorni alla settimana, il martedì e il giovedì (dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 16), da due figure dedicate quali una psicologa e un’assistente sanitaria di Asst ValtLario.
Figure che lavoreranno a stretto contatto e in modo integrato con l’assistente sociale dell’Ufficio di Piano del territorio e in raccordo con i servizi Asst del presidio territoriale di Bormio, ovvero col consultorio famigliare, il servizio di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, il servizio vaccinazioni, il servizio dipendenze e il centro psicosociale. Parimenti è garantito il raccordo con l’amministrazione comunale, l’istituto scolastico, il gruppo comunità educante, la parrocchia, il centro di aggregazione giovanile, i servizi per l’infanzia (asilo nido, centro prima infanzia, pediatra di base), l’associazione dei medici di base, i gruppi e le associazioni del terzo settore, i servizi per la promozione di iniziative culturali e sportive e i gruppi di auto-mutuo aiuto.
«E’ questo l’inizio di un percorso particolarmente significativo per la nostra Asst – ha precisato Giusy Panizzoli, direttore generale –, perché andiamo ad introdurre, nella Casa della Sanità di Livigno, in linea con le richieste pervenute dal territorio, prestazioni socio sanitarie al fianco di quelle tipicamente garantite dagli specialisti ospedalieri. Con l’obiettivo di andare a dare compimento alla realizzazione del Presst, Presidio socio sanitario territoriale. Tutti i cittadini interessati potranno rivolgersi liberamente, in modo gratuito, e senza bisogno di alcuna ricetta del medico curante, al Punto Famiglia, raggiungendo la Casa della Sanità direttamente, nei giorni stabiliti o telefonando anticipatamente. Si tratta di una modalità nuova, sperimentale, di intercettare i bisogni di servizi socio sanitari dei cittadini e delle loro famiglie, avvicinandosi il più possibile al loro domicilio».
Il tutto dentro un contesto sociale molto particolare la cui “lettura” ha indotto Asst ValtLario ad operare in questa specifica direzione.
«Un Punto Famiglia a Livigno ci è sembrata la risposta migliore – ha aggiunto Panizzoli – per un territorio così particolare considerato che si tratta del secondo Comune in Italia, con più di 5mila abitanti, con il tasso più alto di natalità, pari al 15,9%, e del secondo Comune italiano, con più di 5mila abitanti, per età media più bassa, pari a 34,3 anni. In Lombardia, sempre in relazione alla popolazione residente, è anche il Comune col minor numero di divorziati, l’1,5%, e, in provincia di Sondrio, è il quinto Comune per popolazione, 6390 abitanti, il primo per numero dei componenti per famiglia, 2,77, e il primo per indice di vecchiaia più basso».
“Mission” degli operatori del Punto Famiglia, infatti, sarà, quindi, quella di ascoltare le richieste che pervengono da persone con disabilità, dagli anziani, dai portatori di patologie croniche in situazioni di fragilità, da persone in stato di disagio e dai loro famigliari, orientandoli, poi, e accompagnandoli verso i servizi sanitari, socio sanitari e sociali del territorio più appropriati rispetto ai bisogni espressi. «Un autentico percorso di integrazione fra sistema socio sanitario territoriale e istituzioni locali, quello che abbiamo intrapreso con convinzione in questo contesto – ha sottolineato Rosella Petrali, direttore socio sanitario –, frutto della costante interlocuzione intrapresa con gli amministratori di Livigno e con l’assessore Romina Galli, in particolare, molto attenta a scandagliare i bisogni assistenziali della popolazione».

Il Punto Famiglia verrà allestito al 2° piano della Casa della Sanità, in spazi messi a disposizione dal Comune di Livigno. Ricordiamo che, nella Casa della Sanità, continuano ad essere garantiti i servizi di Primo Intervento, di Ginecologia e Ostetricia, per un totale di 1410 prestazioni l’anno, di Neuropsichiatria infantile con 100 bambini seguiti per circa 1000 prestazioni l’anno, di Cardiologia, Sert e Centro psico sociale, oltre al servizio vaccinazioni che, nei primi tre mesi dell’anno in corso, ha già erogato 400 prestazioni contro le 700 erogate nell’intero 2016.

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