Aprica: oltre seicento studenti di terza media a “Il passo che unisce”

In vista del 25 aprile Festa della Liberazione, la bellezza di seicentodieci studenti di terza media delle scuole dell’alta Vallecamonica e della Media Valtellina si sono incontrati stamattina all’interno del bel Palazzetto dello Sport–bomboniera di Aprica per svolgere da protagonisti (o seguire) alcune loro performance recitate e in parte opportunamente spettacolarizzate sul tema della Memoria, più un paio di filmati d’altra origine. Un’iniziativa di grande spessore civico e didattico, unica dalle nostre parti fino a oggi per ampiezza.
Pensato da Ezio Gulberti delle Fiamme Verdi e adottato da tanti enti e istituzioni scolastiche (presenti numerose fasce tricolori, prefetti e altre autorità pubbliche), l’evento Il passo che unisce ha dimostrato, se ancora ve ne fosse bisogno, il ragguardevole taglio anche culturale e civile dato in questi ultimi anni dalla gestione della cosa turistica dall’assessore aprichese Bruno Corvi, dalle capacità organizzative non indifferenti. Quello di oggi, aggiunto ai due prossimi grandi eventi Festa del 90° del 15 aprile e Festa della Liberazione del 25, potrebbero apparire a qualcuno il suo saluto in bellezza, ma l’onnipresente vicesindaco, organizzatore di mille manifestazioni nella località alpina, potrebbe anche riservarci la sorpresa della sua presenza in lista per l’11 giugno prossimo.
Tornando all’incontro didattico, condito dalla musica degli efficaci Artyciòk e definito dall’assessore alla Cultura della CM Valle Camonica Simona Ferrarini “un vero giorno di lezione”, tutto è iniziato con i saluti delle autorità. Il prefetto di Sondrio, Giuseppe Mario Scalia, ha portato un messaggio di apprezzamento per l’iniziativa, rimarcato i valori fondanti della Costituzione patria e ricordato l’apporto fornito da molti comandanti delle forze dell’ordine all’epoca dei fatti successivi all’8 settembre. Il prefetto di Brescia, Valerio Valenti, impegnato in città per la visita di un ministro, ha inviato lettera nella quale tratta essenzialmente il problema odierno dei migranti, parlando sostanzialmente dell’obbligo di gettare ponti verso tale fenomeno epocale.
Molto caloroso il messaggio di un’impeccabile sindaco Carla Cioccarelli, che ha parlato dell’assoluta novità di un incontro intervallivo e interprovinciale come quello di oggi e che ha ringraziato i tanti colleghi sindaco presenti, le autorità e le centinaia di studenti adolescenti, non solo per la loro presenza, ma per l’impegno profuso nell’approccio ai temi che l’evento richiama. Cioccarelli ha anche rivolto un affettuoso saluto ai pochi testimoni dei tragici fatti intorno alla Seconda Guerra presenti in prima fila, tra i quali Domenico Negri e la 94enne Rachele Brenna, la staffetta partigiana Itala. Presente in prima fila anche Paolo Franco Comensoli, autore de La Resistenza in Valle Camonica, nipote di quel Don Carlo Comensoli che ebbe un ruolo di primissimo piano nella vicenda resistenziale camuna.

Vedi il precedente servizio con le foto/disegni dei protagonisti

A questo punto sono seguiti i contributi, come previsto dal programma:

  • -la proiezione di una versione ridotta del filmato Gli Zagàbri (non Zàgabri, NdR), di Chiara Francesca Longo a cura di Giovanni Porta;
  • -la presentazione dell’esperienza didattica sul libro Una seconda vita di Alan Poletti, a cura della Scuola secondaria di primo grado di Aprica;
  • -la proiezione del filmato Sono razzista, ma sto cercando di smettere, di Giovanni Porta;
  • -la pausa panino, offerta dall’Amministrazione comunale di Aprica;
  • -la presentazione di Diversi ma uguali, esperienza didattica sull’esodo contemporaneo dei profughi e dei migranti, a cura della Scuola secondaria di primo grado di Paspardo;
  • -un momento musicale, a cura di Dario Canossi (I Luf) e gli Artyciòk;
  • -il saluto di Simona Ferrarini, che ha puntigliosamente rivendicato l’ospitalità a esodati ebrei non solo all’Aprica, ma anche in diversi paesi della Valcamonica;
  • le conclusioni del dirigente scolastico Maurizio Gianola-le conclusioni del dirigente scolastico Maurizio Gianola, il cui intervento non ha potuto essere svolto per questioni di tempo e che si allega a parte.
  • -la chiusura della giornata da parte di un altro dirigente scolastico presente, Giacomino Ricci, il quale ha presentato con piglio gioviale il susseguirsi dell’intero programma.

Bisogna riconoscere che, in generale, i livelli di retorica sono rimasti al di sotto della media per i temi affrontati, anche se qualche suggestiva ricerca studentesca sul fenomeno delle migrazioni umane ha dovuto mantenersi per forza nell’alveo del politicamente corretto, o didatticamente corretto che dir si voglia. Gli studenti sono stati tutto sommato disciplinati, attenti e a quanto pare convinti – visti gli applausi – dall’indottrinamento ricevuto e dallo studio dei complessi temi della Resistenza, ovviamente approfondito ai livelli un po’ didascalici confacenti la loro età. Certo gli applausi più scroscianti li hanno ricevuti l’annuncio dei panini e la musica.
Nel generale clima di amicizia e di buoni sentimenti – certamente adeguato al genere di iniziativa – sia concesso di rilevare solo una lieve contraddizione tra chi ha aborrito il fatto che si chiamino invasori i migranti, ma poi ha parlato del bisogno storico della nostra società e delle occidentali in genere – quelle definite “ricche”, per intenderci – di essere rinvigorite dai nuovi barbari. Complice dotta citazione poetica, non sociologica, di Kavafis.

A cura di Antonio Stefanini

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