Province lombarde: esposto in Procura, Prefettura e Corte dei Conti

I presidenti delle province lombarde hanno inviato un esposto a Procure della Repubblica, Prefetture e Corte dei Conti sulla grave situazione finanziaria e di difficoltà nella gestione dei servizi: “un atto dovuto per rispetto ai cittadini e alle imprese dei nostri territori” ha detto Pier Luigi Mottinelli, presidente dell’Unione Lombarda.
L’iniziativa parte nella giornata di venerdì 17 marzo 2017: da ciascuna delle undici Province Lombarde, all’indirizzo di Procure della Repubblica, Prefetture e Sezioni regionali della Corte dei Conti, verrà presentato un esposto cautelativo per evidenziare la grave situazione finanziaria e di difficoltà nella gestione dei servizi in cui versano le Province: questa l’iniziativa programmata per oggi a livello nazionale dall’Unione Province d’Italia (UPI), alla quale aderiscono anche i Presidenti delle Province lombarde. “Ieri (16 marzo 2017 ndr) – dichiara il Presidente dell’Unione delle Province lombarde (Upl) e della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli – ci siamo riuniti a Milano e all’unanimità abbiamo preso questa decisione, sofferta ma ponderata. La Sezione Autonomie della Corte dei Conti, dall’alto della sua autorevolezza ed imparzialità e non un organismo di parte, ha certificato più volte, da ultimo il 23 febbraio scorso, che la forte riduzione delle risorse operata in questi anni risulta manifestamente irragionevole e sproporzionata e occorre ancor più adesso rimediarvi, dopo gli esiti del referendum del 4 dicembre 2016. Per questo a partire da oggi tutti i Presidenti, il primo è stato Flavio Polano della Provincia di Lecco, compieranno questo atto dovuto per rispetto ai cittadini e alle imprese dei nostri territori, che stanno subendo un grave danno in termine di servizi, ma anche dei nostri Enti che rischiano di incorrere in gravi responsabilità morali, patrimoniali e penali”, conclude il Presidente Mottinelli.

“Abbiamo preso questa decisione – dichiara il presidente della Provincia di Sondrio, Luca Della Bitta -, insieme a tutti i Presidenti di Provincia italiani, di qualsiasi colore politico e di ogni parte del nostro Paese. Le Province sono state usate per fini demagogici e per anni sembrava che abolirle fosse la soluzione di tutti i problemi italiani. Dalla legge “Delrio” in poi le Province sono state svuotate di dignità, rapinate delle proprie risorse e azzoppate sul personale. Gli italiani, con il referendum dello scorso dicembre, hanno detto chiaramente che le Province esistono nell’asse portante della Repubblica prevista dalla Costituzione. Quindi ora lo Stato ci restituisca dignità, le risorse per svolgere le nostre funzioni e la possibilità di avere il personale che serve per una macchina efficiente.
Sono a rischio i servizi ai nostri cittadini. Stiamo parlando di strade, di scuole, di molto altro. Su queste cose non si scherza e non vogliamo che siano gli amministratori, i funzionari ed i cittadini a pagare le conseguenze di scelte irresponsabili fatte da altri che hanno perso il contatto con la realtà. Le Province italiane sono pronte ad altre forme di iniziativa per difendere i servizi dei nostri cittadini”.

“Non ho appreso con sorpresa la notizia dell’esposto cautelativo presentato dalle Province lombarde
e indirizzato alle Procure competenti territorialmente. Ovviamente non posso che non condividere la scelta fatta dalle Province, in quanto sono più di due anni che Regione Lombardia paventa i rischi che, oggi, vengono messi nero su bianco nell’esposto”. L’ha detto il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con deleghe a Riforme istituzionali, Enti locali, Sedi territoriali e Programmazione Daniele Nava.
“Si tratta di rischi – ha continuato il sottosegretario Nava – che la Regione, nonostante i tagli imposti dal Governo, è riuscita ad arginare con la messa a disposizione di importanti risorse finanziare al fine di garantire la continuità dei servizi per i nostri cittadini. Oggi – ha concluso il sottosegretario Nava -, le Regioni, non possono da sole provvedere a sanare una situazione che il Governo centrale ha disastrosamente creato con delle politiche fuori luogo e assenti di qualunque visione territoriale come è stata la Delrio. Si attende, dunque, un intervento risolutivo del Governo che metta fine a questo stillicidio”.

 

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