Dallo Stato nuove risorse per la Valtellina? Ma sono i nostri soldi…

Arriva subito la replica del presidente della Provincia di Sondrio, Luca Della Bitta, riguardo alle risorse “trasferite” alla Valtellina dal Governo. Parla di “Verità in pillole” riferendosi evidentemente all’intervento del senatore Del Barba ed offre una sua lettura della situazione in una lettera che pubblichiamo integralmente…

1. Dove vanno a finire le tasse provinciali raccolte sul territorio?
I tributi provinciali sono nati sostanzialmente per raccogliere le risorse necessarie per offrire i servizi di competenza della Provincia ed in particolare di due grandi temi: scuole e strade. Nel 2016 il valore dei tributi che la Provincia avrebbe dovuto incassare era pari ad euro 11,5 milioni.

Che fine hanno fatto?
Lo Stato ha prelevato da questa somma, potremo dire metaforicamente come una sorta di “rapina legalizzata”, 10,8 milioni di euro. In altre parole, il 94 per cento delle risorse proprie della Provincia pagate dai nostri cittadini, sono state prelevate da Roma.
Una vergogna evidente… e come si può pensare senza soldi di potersi occupare di strade, scuole e di molto altro?

2. È vero che in questi giorni la Provincia di Sondrio ha ricevuto un contributo di 2,5 milioni di euro per interventi nelle nostre scuole?
NO. È FALSO.

Partiamo da un esempio.
Prendiamo un salvadanaio dentro il quale ciascuno di noi mette i propri soldi. Quando serve, solitamente, si apre il salvadanaio e si prendono i soldi che si ritiene giusto spendere in quel momento per quella precisa necessità. Decide chi ha messo i soldi nel salvadanaio, cioè la persona a cui appartengono quelle risorse. Bene, diversamente dal buon senso e dalla vita quotidiana, per la Provincia non è così (ma nemmeno per i nostri Comuni). I soldi della Provincia (soldi da entrate proprie e quindi raccolti dai cittadini) finiscono in un grande “salvadanaio” chiamato avanzo di amministrazione. Il problema é che la Provincia non è autorizzata ad aprirlo. In altre parole non possiamo usare i nostri soldi, che già abbiamo in cassa, come e quando desideriamo.
Alcuni giorni fa lo Stato centrale ci ha comunicato, dopo una precisa richiesta, che dal nostro “salvadanaio” di 20 milioni di euro di nostri soldi, noi possiamo usarne, per gentile concessione, soltanto due e mezzo per interventi sulle scuole.
È un grande risultato o forse il problema è ben diverso?
Da sottolineare che a proposito di aiuto ai Comuni e alle Province si è detto che è stato cancellato il patto di stabilità. Bene, ottima notizia. Peccato che con il nuovo sistema di bilancio pubblico sia ancora peggio. Se non riesci a completare un’opera (semplifichiamo, perché si dovrebbe parlare di fasi di impegno e altri passaggi burocratici, ma la sostanza è la stessa) i tuoi soldi destinati a quell’opera finiscono nel “salvadanaio”, che non puoi aprire (se non per gentile concessione).
Di fatto, tra il precedente “patto di stabilità” e il nuovo sistema di bilancio, la sostanza non è assolutamente cambiata!

Ultima perla… Nell’ambito della riforma della pubblica amministrazione ci è stato detto che sono state semplificate le procedure. Si è tolta, tanta burocrazia. Facciamo un esempio: la conferenza dei servizi per approvare un progetto prima si concludeva in trenta giorni… ora ce ne vogliono minino novanta.
C’è poco da festeggiare!
Ridateci la possibilità di spendere i nostri soldi per opere e servizi per il territorio e di avere il personale necessario per fare quello che siamo da sempre stati capaci di realizzare.

Luca Della Bitta

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