Gli Amici della Musica ed il Cid presentano il Quartetto Noûs

Venerdì 10 marzo 2017, ore 20.45, presso il Teatro Sociale di Sondrio, nuovo appuntamento con la musica da camera. Di scena, in sostituzione del Quartetto Rimsky-Korsakov annullato per il rinvio della tournée italiana, il Quartetto Noûs, che vedremo impegnato nell’interessante programma con il Quartetto op.77 n. 1 di Franz Joseph Haydn, il Quartetto “Lettere intime” di Leos Janàček e il Quartetto in fa maggiore di Maurice Ravel, composizioni che abbracciano il fertilissimo periodo storico e culturale compreso fra la fine del Settecento e la prima metà del Novecento.

Nato e cresciuto nel contesto privato dei vecchi palazzi della nobiltà e della borghesia europea, il quartetto d’archi è ancora oggi considerato l’emblema della musica da camera. Goethe ebbe a definire questo tipo di ensemble con un’espressione assai efficace: «una conversazione tra quattro persone ragionevoli». La musica da camera offre raffinatezze rare avvalendosi di sfumature così delicate e minuziose che solo un attento ascolto rende possibile cogliere il loro senso profondo. E nel caso di Haydn l’ascolto è prima di tutto un piacere. Il brano che sarà eseguito, risalente alla fine del Settecento, è il frutto e il senso delle esperienze di lavoro fatte dall’autore in Austria e in Inghilterra, fra l’altro con orchestre di varie dimensioni.

Un marcato salto cronologico porta il genere del quartetto all’attenzione dell’appena 28enne compositore francese Ravel e dell’anziano Janàček, musicista cecoslovacco. I musicologi di oggi sono in grado di mettere a fuoco la complessa personalità di entrambi, che furono protagonisti delle rivoluzioni musicali di inizio Novecento. Se Ravel, non insensibile allo stile e ai simbolismi del suo connazionale Debussy, amava le equazioni complicate, le atmosfere di mistero e le bizzarrie del contrappunto, Janàček preferiva sorprendere il pubblico con una musica spesso frammentata e persino imprevedibile. Senza contare che riuscì a sorprendere anche per il suo amore senile verso una donna già maritata, alla quale dedicò molte composizioni, compreso questo suo quartetto n. 2.

Il Quartetto Noûs, formato da quattro giovani musicisti italiani (Tiziano Baviera e Alberto Franchin violini, Sara Dambruoso viola e Tommaso Tesini violoncello), nasce 6 anni fa presso il Conservatorio di Lugano. Dopo l’Accademia “Walter Stauffer” di Cremona e altre esperienze di studio all’estero, l’ensemble si perfeziona con Aldo Campagnari (Quartetto Prometeo), Hatto Beyerle (Alban Berg Quartett) e in seguito all’Escuela Superior de Música “Reina Sofia” di Madrid e all’Accademia Chigiana di Siena con Günter Pichler (Alban Berg Quartett). Vincitore di borse di studio e del 1° premio al Concorso Internazionale “Luigi Nono” di Venaria Reale (2011), si guadagna svariati riconoscimenti (come il premio “Arthur Rubinstein – Una Vita nella Musica” 2015 alla Fenice di Venezia) per essersi rivelato una delle formazioni cameristiche più promettenti e mature, alla costante ricerca di un’interpretazione ben ponderata e non effimera del repertorio classico-romantico e novecentesco. Il quartetto si esibisce per prestigiose realtà musicali italiane (Società del Quartetto di Milano, Unione Musicale di Torino, Amici della Musica di Firenze, Società Veneziana di Concerti, Associazione Chamber Music di Trieste, Settimane Musicali di Stresa) e compie regolarmente applaudite tournèe all’estero (Germania, Francia, Inghilterra, Spagna, Cina, Corea …).

 

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