Entro il 2100 le Alpi avranno il 70% di neve in meno

L’Institute for Snow and Avalanche Research (SFL), con il Cryos Laboratory dell’Ecole Polytchnique Federale in Svizzera, conferma quello che è sotto gli occhi di tutti, soprattutto dopo quest’ultimo inverno: entro la fine del secolo le Alpi potranno perdere addirittura il 70% della copertura nevosa.
Lo studio, pubblicato sull’autorevole rivista Cryosphere – riferisce il portale montagna.tv -, spiega come “nel futuro le piste brulle saranno molto più comuni”. L’effetto che il riscaldamento globale avrà, quindi, sulle località turistiche è chiaro. Sebastian Schlogl, uno degli autori della ricerca, ha infatti aggiunto che “dato che molti villaggi alpini sono pesantemente dipendenti dal turismo invernale, l’economia e la società stessa di queste località ne soffrirà”. Nello studio viene citato anche l’esempio delle Alpi svizzere, che lo scorso anno hanno subito il dicembre più asciutto da quando le registrazioni vengono effettuate, cioè 150 anni fa.
In ogni caso si puntualizza che se l’accordo di Parigi per contenere l’innalzamento di 2 gradi centigradi verrà mantenuto, allora la perdita sarà “limitata” al 30%. Se invece non si riuscirà a rispettare quella soglia allora la perdita sarà del 70%. Inoltre Cristoph Marty, un ricercatore scientifico allo SFL, ha puntualizzato, in un suo report, che la copertura nevosa nella regione delle Alpi si ritirerà, ma saranno le nostre future emissioni a determinare di quanto. La maggioranza dei modelli prevede un leggero aumento delle precipitazioni verso la fine del secolo ma, dato il simultaneo innalzamento delle temperature, si tratterà di pioggia e non neve.

fonte: montagna.tv

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