L’Italia secondo Liszt nel concerto cameristico dell’ensemble “i Bricconcello”

Venerdì 10 febbraio 2017, ore 20,45, al Teatro Sociale di Sondrio, nuovo concerto di musica da camera. Si esibirà stavolta l’ensemble strumentale “I Bricconcello”, formato da Zoltàn Banfalvi (violino), Pierluigi Ruggiero (violoncello) e Péter Kiss (pianoforte). Con loro le voci di Patrizia Cigna (soprano) e Leonardo De Lisi (tenore). Il concerto è dedicato alla memoria di don Sergio Marcianò a dieci anni dalla scomparsa. Il CID, che lo ebbe ospite per tre volte nelle sue stagioni (fra cui quella d’esordio del 1960-61), e gli “Amici della Musica” di Sondalo vogliono celebrare questa figura di musicista e appassionato didatta che ha segnato per oltre quarant’anni, in veste di compositore e organista, il mondo musicale della nostra Provincia (nel foyer del Teatro è allestita una mostra di sue opere e ricordi).
La serata sarà imperniata su un grande musicista dell’Ottocento europeo: Franz Liszt. Del compositore ungherese ascolteremo l’arcinoto Sogno d’amore per pianoforte, lo Studio da concerto n. 3 “Un sospiro” per pianoforte, i Sonetti 134 (“Pace non trovo” da Petrarca) e 156 (“I’ vidi in terra” sempre da Petrarca), entrambi per tenore e pianoforte, nonché la prima e la seconda Elégia per violino e pianoforte. Verrà poi eseguita La Vallée d’Obermann – ‘Tristia’ per violino, violoncello e pianoforte, secondo una rielaborazione che lo stesso Liszt (insieme a Eduard Lassen) fece sulla originale partitura per pianoforte solo.
patrizia_cigna_sopranoLiszt fu il compositore che meglio valorizzò il patrimonio culturale italiano attraverso la musica. Frequentò il Bel Paese per circa due anni con soggiorni sul lago di Como, a Milano, Firenze, Lucca, Pisa e Roma lasciandosi affascinare dalla bellezza dell’arte e dei paesaggi mediterranei. Anche per questo si dedicò allo studio dei capolavori della nostra letteratura. La sua estrema padronanza del linguaggio strumentale si coniugava perfettamente con un’acuta capacità di penetrare la nostra cultura e le sue peculiarità trasferendole nella musica con sensibilità e rispetto.
Al panorama “italiano” di Liszt il programma della serata associa tre autori del nostro Ottocento che furono fra i protagonisti di un rinnovato interesse per la musica strumentale: Giuseppe Martucci (Romanza n. 2 per violoncello e pianoforte, 4 Liriche da “La canzone dei ricordi” per soprano e pianoforte), Alfredo Piatti (Notturno per violoncello e pianoforte, La sera per tenore, violoncello e pianoforte e Tell me, Maiden per tenore e pianoforte) e Giovanni Sgambati (La Gondoliera per violino e pianoforte, Separazione, poesia popolare per soprano e pianoforte, e Fior di siepe per soprano e pianoforte). Di tutti e tre sarà proposta una scelta che intreccia il camerismo con la romanza vocale da camera. Il felice rapporto fra Liszt e l’Italia si manifesta infine con chiarezza attraverso l’omaggio che a lui rende il compositore contemporaneo Giuliano Di Giuseppe con un brano che ascolteremo in prima esecuzione assoluta, Reminiscenze – Ricapitolando e coda, che ha come dedicatario proprio l’ensemble “I Bricconcello”, nato quasi dieci anni fa dal desiderio del tenore Leonardo De Lisi e del violoncellista Pierluigi Ruggiero di diffondere il repertorio cameristico vocale in una formazione più stimolante di quella consueta di voce e pianoforte. La loro denominazione deriva da un gioco di parole: la fusione del termine “cello” (violoncello) con un vocabolo italiano che intende sdrammatizzare quel tono elitario che spesso assume la musica colta. Il repertorio dell’ensemble spazia dai classici (Mozart, Schubert,  Beethoven, Brahms, Rossini, Verdi, Donizetti, Saint-Saëns, Debussy, Bartok, Dvorak, Bernstein ecc.) a contaminazioni di musica popolare d’autore, il cui apice è stato il successo internazionale del programma “Paesaggi musicali italiani” che Giuliano Di Giuseppe ha composto apposta per i Bricconcello partendo da una vastità di temi popolari che abbracciano il repertorio dialettale veneziano e napoletano e la canzone degli anni Trenta.

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