Asst: primi bandi di concorso con obbligo di permanenza di cinque anni in Azieda

L’Azienda Socio Sanitaria Valtellina e Alto Lario, come annunciato, ha introdotto esplicitamente la clausola dell’obbligo di permanenza di cinque anni in azienda per i cinque radiologi e i due ginecologi per i quali è stato indetto, recentemente, concorso pubblico di assunzione a tempo indeterminato.
E’ la prima volta che l’azienda mette nero su bianco la clausola sul bando di assunzione per medici, mentre, lo ha già fatto lo scorso ottobre in sede di pubblicazione del bando per due posti di tecnico di laboratorio, chiusosi il 27 dicembre scorso, e al quale hanno partecipato in 280.
«La clausola di permanenza è una delle leve più significative cui possiamo ricorrere a livello aziendale – sottolinea Giusy Panizzoli, direttore generale  dell’Azienda -, per cercare di assicurare una buona ‘governance’ delle nostre risorse umane. Non sarà, probabilmente, sufficiente a trattenere tutto il personale, perché nel momento in cui il dipendente vince un concorso altrove, non lo si può obbligare a restare, però, possiamo lavorare a contenere il fenomeno della mobilità. Ne siamo convinti e, per questo, andremo avanti così, prevedendo tendenzialmente l’obbligo di permanenza in tutti i bandi per assunzioni a tempo indeterminato che andremo ad emettere».
L’obiettivo è quello di favorire «una maggiore stabilizzazione del personale in servizio in Asst Valtellina e Alto Lario, – spiega Carlo Maria Iacomino, direttore amministrativo di Asst – dato che il tasso di migrazione del personale neoassunto verso altri territori è davvero elevato con risorse che, concluso il periodo di prova e di formazione di sei mesi, lasciano, per confluire in altre realtà, costringendoci a ripartire daccapo con nuove ricerche di personale, nuovi percorsi di formazione e periodi di prova».
La clausola è stata scritta in grassetto nei suddetti bandi di concorso a tempo indeterminato e verrà replicata, pari pari, anche nei contratti che si andranno a stipulare. A rafforzare questa nuova politica del personale aziendale, tesa a contenere il fenomeno delle ‘fughe’ di preziose risorse umane, giungono, poi, anche le nuove disposizioni in tema di reclutamento del personale nelle aree di montagna contenute nelle Linee guida regionali per la gestione del servizio socio sanitario per l’anno in corso. In particolare, con riguardo al territorio montano, le Linee guida prevedono l’effettuazione di analisi legate a progetti di incentivazione del personale, la concessione di una maggiore flessibilità quanto al conferimento di incarichi dirigenziali a tempo determinato, e l’assunzione del personale cessato l’anno precedente, pur nei limiti del budget assegnato, superando, così, lo sbarramento del 90% previsto per le altre aziende socio sanitarie lombarde.

A cura di Elisabetta Del Curto

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