Sondalo: 9.000 firme per difendere il presidio ospedaliero Morelli

Il Comitato a Difesa della Sanità di Montagna è nato a seguito dell’emanazione da parte dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Valtellina Alto Lario del Piano Operativo Strategico 2016/2018 contenente alcuni provvedimenti che lo stesso comunicato ritiene pregiudizievoli per l’ospedale di Morelli di Sondalo.
La posizione del Comitato è stata presentata nel corso di un recente incontro con la popolazione e con i rappresentanti delle istituzioni. Obiettivo quello di rilanciare interesse ed attenzione verso una struttura sanitaria che pare – almeno per alcune specialità – non rientrare in quegli obiettivi strategivci di cui s’è detto. “Abbiamo richiesto la vostra presenza qui oggi – ha evidenziato Ilaria Peraldini, tra i coordinatori del Comitato – per rendere visibile a tutti che il Comitato dall’assemblea pubblica del 18 novembre scorso ad oggi si è dato da fare per difendere quelle che sono le specialità radicate da anni nel nostro presidio”.
“Ad oggi – hanno spiegato i rappresentanti del comtato – stiamo attendendo di essere ricevuti anche dal presidente dell’Assemblea Distrettuale dei Sindaci, al quale abbiamo fatto questa richiesta appellandoci al regolamento dell’assemblea stessa, che prevede espressamente il diritto di partecipazione dei cittadini. Una possibilità, questa, che ci permetterebbe di portare anche in quella sede i nostri progetti ed impegni e che ci permetterebbe di avviare un confronto con le istituzioni su problemi riguardanti i servizi sanitari. Attendiamo inoltre che anche i SINDACI prendano una posizione nel merito e che si espongano al fine di bloccare questo Piano che pregiudica Sondalo in modo alquanto esagerato”.

La linea d’ azione su cui si muove il Comitato si basa essenzialmente su 2 elementi: la DIFESA ed il RILANCIO della Sanità di Montagna in genere e più specificamente dell’Ospedale Morelli.
Per quanto riguarda la DIFESA,tra i motivi principi per i quali il Comitato è sorto, ricordiamo la previsione del poas volta allo smembramento della nch dal presidio di Sondalo in favore di quello di Sondrio. “Abbiamo già reso pubblico – ha dichiarato Ilaria Peraldini – il sostegno a noi offerto da parte del famoso neurochirurgo Benericetti, che definisce con convinzione i nuovi progetti inerenti la neurochirurgia ‘un grosso errore che impoverisce Sondalo senza arricchire Sondrio’.
Questo Piano Strategico porta in serbo, così com’è, la demolizione delle alte specialità di montagna. Dobbiamo ricordare che la neurochirurgia è un reparto essenziale anche per la sopravvivenza di altri reparti del Morelli, come ad esempio per l’unità spinale. Infatti tra questi reparti si è creata una sinergia impensabile altrove. Da ultimo, ma non per questo meno importante dobbiamo anche ricordare che il reparto di nch attualmente in funzione nel nostro presidio è stato interamente ristrutturato nel 2012 e sarebbe pertanto assurdo attuarne lo smembramento. La LEGGE 23/2015 di riorganizzazione sanitaria emanata da Regione Lombardia prevede delle cautele maggiori per promuovere al meglio la sanità di montagna e adesso è arrivato il momento di darle concreta attuazione.
Dal punto di vista del RILANCIO vorremmo concretizzare 2 progetti: uno avallato dal Dott. Mosconi che prevede la creazione nel nostro presidio di un centro di analisi al servizio della farmaceutica volto a contrastare il fenomeno della diffusione di farmaci contraffatti per la cura della tubercolosi nei paesi del terzo mondo; l’ altro progetto mira alla realizzazione,presso il nostro ospedale, di un università di alta formazione medica in collaborazione con i paesi del terzo mondo,al fine di formare personale medico che possa apprendere ed imparare le metodologie cliniche e possa poi tornare nel proprio paese d’origine a praticare la professione e ad insegnarla”.

Per sostenere la causa del Comitato di difesa del Morelli è stata avviata una campagna di sensibilizzazione con raccolta firme di cui ha dato conto Melania Sozzani.
Tutto è partito – ha spiegato – dalla petizione on line della signora Gilardi che, allarmata dalle voci di corridoio in ospedale dove si trovava ricoverata, ha deciso di provare a smuovere le acque lanciando la stessa online sul sito change.org. In breve tempo, dopo aver condiviso sulla pagina FB del Comitato e quella di numerosi utenti, le adesioni a tale petizione sono aumentate in maniera esponenziale. Visto l’enorme successo ci siamo appoggiati alla suddetta per rendere partecipe la gente di quanto stava accadendo e per cercare di informare più persone possibili.
Dopo l’Assemblea del 18 Novembre 2016 ci è parsa subito chiara la necessità di rendere la petizione fruibile in modalità cartacea in modo che tutti potessero firmarla e conoscerla.
Abbiamo iniziato i primi di dicembre – aggiunge Melania Sozzani – a distribuire la petizione cartacea trovando l’appoggio in primis di tutti gli esercenti di Sondalo e poi man mano anche nei paesi limitrofi come Grosio, Bormio, Mazzo, Tovo, Lovero, Tirano, nessun paese escluso… fino al Morbegnese e su fino a Livigno. La cosa che ci ha gratificati e incoraggiati è stato il contatto con la popolazione, andando alle varie manifestazioni per raccogliere adesioni la molti ci facevano domande, raccontavano le loro storie (il Morelli ha salvato mia madre, mio padre…). E’ stata immediata la sensazione che la popolazione senta nel Morelli un ospedale con sentimento, dove c’è rapporto umano tra pazienti, medici e infermieri. Abbiamo capito ancora di più quanto il nostro ospedale sia ormai punto di riferimento per tutta l’Alta Valle, la Valcamonica e per il Turismo della zona.
Grande sostegno l’abbiamo ricevuto anche dai turisti di passaggio che ci hanno confermato quanto sia essenziale la presenza di un ospedale funzionale in Alta Valle per la loro sicurezza e per la scelta di venire a soggiornare qui, ma non solo ,anche turisti lontani ci hanno chiesto di avare i moduli x poterli firmare e rinviare.
Ad oggi possiamo dirvi – ha concluso Melania Sozzani – che l’adesione alla petizione conta 9.000 firme che sommate alle 6000 della petizione su change.org ci fanno volare a 15.000 firme per fermare questo Piano, e questo ci ripaga di tutto tempo speso soprattutto quello speso a temperature sotto lo zero. Aver raccolto tutte queste firme in così poco tempo fa capire come i Valtellinesi e non solo, chiedano a gran voce un loro diritto, quello di avere una sanità di qualità nelle loro zone senza dover fare molti km per avere cure basilari perché sappiamo tutti le difficoltà dello spostarsi, soprattutto con urgenza nei nostri territori.

 

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