Dodecalogo e Contro-decalogo del Turismo

Fare Turismo vuol dire… ecco i suggerimenti di Antonio Stefanini, operatore turistico a rischio indigenza e salute causa fisco, burocrazia e dumping istituzionale di una vicina Regione a Statuto speciale…

Fare turismo è…

  • 1 – Accogliere col sorriso e tanta pazienza anche l’Ospite che non sa di dover presentare i documenti d’identità al check-in e ti fa perdere un quarto d’ora a cercarli in macchina o nel camper;
  • 2 – Fornirgli generose spiegazioni sui servizi pubblici e sulle attrattive della località, anche se indovini che non gli serviranno, perché la mattina dopo se ne andrà con una scusa qualsiasi a scoprire “posti nuovi” (in realtà chilometri nuovi di asfalto);
  • 3 – Ricordargli volta a volta, sempre col sorriso e la stessa santa pazienza, le semplici prescrizioni di civiltà esposte nel Regolamento Interno, che raramente si prende la briga di leggere e/o applicare;
  • 4 – Fargli il letto e pulirgli i servizi igienici usati troppo spesso male, fare la raccolta differenziata dei rifiuti che lui dimentica, raccattare cacche e peli sparsi dai suoi adorati animali, rimuovere cicche, mozziconi, fazzoletti e carte di caramelle buttati in giro perché “comunque sono biodegradabili”, ecc.
  • 5 – Sopportare che l’Ospite ti parli con la cicca in bocca o leccando un gelato e ti aliti addosso pesantemente o emani i più svariati olezzi;
  • 6 – Essere pronto a fornire gratuitamente qualche servizio extra a richiesta, che l’Ospite non mancherà di esigere asserendo che in altro luogo di soggiorno ne ha ampiamente goduto;
  • 7  – Applicargli la tariffa minima di pernottamento, perché “solo” lui (in pratica tutti) lo merita;
  • 8 – Accettare senza fiatare il pagamento anche con la più costosa carta di credito tangentara esistente, che il “titolare” della medesima ti presenterà compiaciuto;
  • 9 – Ascoltare pazientemente e all’occorrenza consolare l’Ospite “sfortunato” o vittima delle più incredibili peripezie umane e sociali;
  • 10 – Farsi carico, almeno in parte, della ricerca della felicità che sta più o meno coscientemente compiendo quando varca la soglia della reception;
  • 11 – Pagare 14 mensilità e relativi oneri sociali, ferie e permessi, festivi e notturni, visite mediche e corsi ai dipendenti;
  • 12 – Fare da sostituto d’imposta e quota sindacale per il dipendente, ma anche per il consulente, assumendosi gli oneri degli adempimenti relativi, sia in termini di tempo che di costi bancari.

Fare Turismo non è…

  • I – Pontificare stando dietro una scrivania da opinionista su cosa l’albergatore deve e non deve fare, in particolare se il pontefice non ha mai fatto nulla di quel che predica;
  • II – Teorizzare meraviglie fantasmagoriche non avendo mai sperimentato che il Cliente vuole soprattutto buoni servizi primari (mangiare-bere-divertirsi- dormire) e pubblici efficienti (trasporti-strade-decoro);
  • III – Ignorare quanto può essere stressante gestire un’attività che comporta l’avere il Cliente per casa h 24 e doverlo servire a tutte le ore;
  • IV – Fare accademia intorno all’economia turistica nostrana, ignorando che in Italia si pagano cumuli di imposte-tasse- tariffe-canoni-assicurazioni- bolli, in aggiunta all’IVA del settore più alta del Mediterraneo;
  • V – Insistere nel proporre assurdi confronti tra Paesi alpini efficienti e penisole straccione, tra sistemi turistici di zone alpine a statuto speciale e non, tra zone franche e non;
  • VI – Mettere online raffazzonati siti web con database turistici e sistemi di confronto dei prezzi mungendo comodamente gli operatori diretti;
  • VII – Fare i mediatori caciaroni incravattati (o sui tacchi) tra l’offerta e la domanda di vacanza;
  • VIII – Svolgere un mestiere fighetto, profumato o anche solo asettico e privo di molti rischi, anche fisici;
  • IX – Essere in perenne vacanza perché si gestisce un esercizio di vacanze;
  • X – Avere ombrelli sociali o bonus vari se si perdono soldi o si guadagna meno del necessario per campare dignitosamente;
  • XI – Aspettarsi – come sarebbe logico – che le istituzioni creino i presupposti ambientali e culturali più favorevoli;
  • XII – Ottenere resa immediata o a breve dagli investimenti, come disgraziatamente è costruire e vendere ville a schiera.

Antonio Stefanini

 

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