Museo dei Sanatori di Sondalo, al via l’allestimento delle sale espositive al piano terra

E’ di questi giorni il rinnovo, fino al 28 novembre 2018, della convenzione fra Asst Valtellina e Alto Lario e il Politecnico di Milano, dipartimento di Architettura e Studi Urbani, finalizzata a completare le ricerche archivistiche e l’allestimento del “Museo dei sanatori”. Convenzione siglata, la prima volta, il 17 ottobre 2012, rinnovata due anni dopo, e capace di sancire una sinergia rivelatasi fondamentale per affrontare le complesse ricerche archivistiche da cui è scaturito l’allestimento del museo.
Perché è grazie alla passione per la dimensione storico-architettonica del Morelli e alla competenza di architetti ed esperti di paesaggio, come Davide Del Curto, del Politecnico di Milano, e Luisa Bonesio, docente di Estetica e presidente dell’associazione culturale Terraceleste, se è stato possibile dar corso alla “ricostruzione” fedele degli archivi dell’epoca, e alla loro valorizzazione, trovando anche nelle istituzioni regionali e locali degli importanti supporters.
Tanto Regione Lombardia, quanto Comune di Sondalo, infatti, hanno sposato l’attività di ricerca in corso da alcuni anni, supportandola anche economicamente, tenuto conto che il progetto “Museo dei Sanatori” ha richiesto un impegno di spesa complessivo di 22mila euro, di cui 11mila garantiti dalla Regione, ed altrettanti assicurati, insieme, da Comune di Sondalo, Asst ValtLario, Politecnico di Milano ed associazione Terraceleste, mentre ammonta a 18.400 euro il costo totale del progetto “Archivi del Morelli”, anch’esso finanziato dai suddetti partner.
«Per quanto riguarda il “progetto Museo” siamo a buon punto – precisa Giacomo Menini, architetto, curatore dell’intervento e membro dell’associazione culturale Terraceleste -, tant’è che stiamo concludendo i lavori di restauro del piano terra e, a breve, inizieremo l’allestimento vero e proprio di questa ala del Museo con realizzazione di uno spazio espositivo, di una sala conferenze e di una postazione per la consultazione dell’archivio».
Sì, perché la ricerca archivistica è stata voluta al preciso scopo di far rivivere, attraverso la consultazione digitale, documenti preziosi riferiti alle origini del Morelli e, prima, conservati nell’ufficio tecnico del presidio ospedaliero Morelli di Sondalo e presso privati.
«Si tratta dei disegni riferiti alla fase costruttiva del Morelli – precisa Menini –, cioè agli anni 1932-1940, delle fotografie appartenute all’archivio della famiglia Castiglioni, degli stessi anni, sempre documentanti la costruzione del villaggio, e dei documenti dell’archivio dell’ingegner Luigi Ferrari, primo direttore dell’ufficio tecnico del Morelli di Sondalo negli anni 1940-1946, oggi conservati dagli eredi Roccatagliata. Materiale che abbiamo ordinato e scansionato e, dall’analisi del quale, sono emersi anche aspetti interessantissimi come il carteggio seguito allo spostamento, durante la Seconda Guerra Mondiale, di preziosi dipinti conservati nei maggiori musei milanesi e “ricoverati” al 6° padiglione del Morelli, nei seminterrati, per sottrarli ai bombardamenti».
La storia della tubercolosi, del Morelli, ma anche della Valtellina e d’Italia, quindi, fa tappa al Museo del Sanatorio, di cui è già del tutto visitabile il primo piano, che, sempre per iniziativa di Terraceleste, sarà aperto in via straordinaria anche durante le festività natalizie, il 28-29 e 30 dicembre e il 3-4-5 gennaio, dalle 14.30 alle 17, (per info 0342.801816 o info@infosondalo.it, sito www.museodeisanatori.com).

A cura di Elisabetta Del Curto

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