La città alla scoperta della montagna, tra sogni ed opportunità

Dal 3 al 5 novembre 2016, l’Università degli Studi di Milano – con il suo decentramento di Edolo UNIMONT – e il Club Alpino Italiano hanno raccontato la Montagna, quella vera, con le voci appassionate di più di 100 relatori, con il coinvolgimento di 8 Dipartimenti della Statale di Milano e 9 altri Atenei della rete, decine di volontari, 300 coristi, centinaia di studenti e giovani, più di 5000 i partecipanti alle sessioni, ai laboratori e alle attività di ascesa in parete.
All’apertura si è parlato di reti e della necessità di costituire un hub culturale per le montagne. Hanno aperto i lavori Gianluca Vago, Rettore dell’Università degli Studi di Milano, Vincenzo Torti, Presidente generale del CAI, Gianclaudio Bressa, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Filomena Silva Carvalho, Team Leader della Strategia Macroregionale Alpina EUSALP della Commissione Europea, Alberto Martinelli, Presidente della Fondazione AEM e Roberto Cammarata Presidente della Fondazione ASM, Anna Giorgi, Direttrice del Centro Interdipartimentale di Studi Applicati per la Gestione Sostenibile e la Difesa della Montagna, Enrico Petriccioli, Segretario Generale della Fondazione Montagne Italia, insieme a numerose testimonianze dalle reti di Unimont e del CAI dalle Alpi e dagli Appennini, in una sessione presieduta da Erminio Quartiani, vicepresidente CAI e moderata dal sociologo Aldo Bonomi.

Grande afflusso per l’esperienza emozionante di Nives Meroi, con più di 650 partecipanti. Aula Magna al completo anche per Luca Schiera e Simone Pedeferri e per le 8 corali del CAI e di UNIMI che hanno unito le voci dopo aver coinvolto il pubblico attraverso una serie di laboratori di canto. 250 coloro che hanno degustato i “vini eroici” da tutte le regioni delle Alpi e 100 coloro che hanno potuto sperimentare i “formaggi d’erba” sotto la sapiente guida degli allevatori di razze autoctone. 130 i partecipanti agli incontri di scrittura giornalistica e letteraria per la montagna e al laboratorio di scrittura creativa che ha visto concorrere 60 autori con altrettanti componimenti pervenuti dalla sala e da remoto. 200 i bambini delle scuole del primo ciclo che hanno preso parte a “Quattro passi tra le cime”, laboratorio in 4 stazioni di edutainment. Oltre a scoprire alimenti come il miele, odori e sapori ai più piccoli sono state presentate tematiche rilevanti anche per il loro futuro: dal cambiamento climatico alla cultura dei luoghi di montagna, dalla qualità dei prodotti al rispetto dell’ambiente alpino. Tutti i bambini hanno potuto godere dell’arrampicata su parete grazie all’assistenza degli istruttori del CAI. Sold out anche per il lab con focus il racconto fotografico dell’alpinismo per gli over 18 con più di 100 studenti che hanno portato fotografie e si sono prestati a costruire un nuovo tipo di narrativa visuale sulla montagna. Le scuole inseriranno le attività avviate a CIME anche nel loro programma in classe.
Ascolto attento da parte del pubblico per le sessioni più scientifiche dedicate alla “montagna che sussulta” in un momento drammatico per l’Appennino – in cui sono state presentate testimonianze direttamente da Amatrice e Rieti -, e all’impatto sempre più evidente del cambiamento climatico su territori, flora e fauna.
Fare impresa in montagna e il ruolo dei giovani per il cambiamento generazionale sono temi cruciali per il futuro delle montagne, trattati in una specifica sessione dove le testimonianze della Fondazioni Garrone con la Direttrice Francesca Campora, della Fondazione Cariplo con la Responsabile d’Area Ambiente Elena Jachia, della Fondazione Filarete con la Responsabile per l’Executive Office and Institutional Relations Francesca Nava e di enti come ERSAF con il Direttore Generale Massimo Ornaghi si sono intercalate a quelle di ben 8 giovani imprenditori intervistati da Anna Giorgi e dal giornalista Walter Nicoletti. Successo e soddisfazione anche per le sessioni dedicate alla medicina e agli interventi di soccorso in montagna.
Centinaia nei tre giorni i visitatori delle mostre con particolare interesse per “Valli mai viste”… un’ “altra Venezia”: quello strano paesaggio che Buzzati ha nell’anima anche grazie alla disponibilità di visita guidata con la curatrice Patrizia Dalla Rosa. La mostra resterà aperta al pubblico gratuitamente nella Sala antistante l’Aula Magna dell’Università Statale di Milano fino al 16 novembre.

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