Valfurva: commosso ultimo saluto a don Giacomo Mitta

La Valfurva piange Don Giacomo Mitta, parroco del paese dal 1957 al 1990; l’intera comunità di Valfurva – ma non solo – si è radunata mercoledì 29 giugno 2016 per dare l’ultimo saluto.
“Don Giacomo è andato avanti” – queste le parole del Vescovo di Como e Sondrio Diego Coletti all’inizio della celebrazione; presenti anche tutti i sacerdoti dell’Alta Valle e non solo; significativa la presenza della banda musicale, ma anche del Cai, soccorso alpino e associazione Anziani con il costume tipico.
Mons. Andrea Caelli, parroco della comunità pastorale di Valfurva, al termine delle esequie ha voluto ricordare la figura del Don Giacomo accennando le tappe del suo percorso:
Nato a Grosotto il 30 aprile 1921; è stato ordinato sacerdote a Como nel maggio del 1945, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale; è stato nominato Parroco a San Giacomo e Filippo in Valchiavenna dal 1945 al 1947 e successivamente Vicario a Chiavenna (San Lorenzo) dal 1947 al 1950; poi è stato nominato Parroco a Frontale nel periodo 1950-1957; successivamente è arrivato in Valfurva dove ha guidato la parrocchia di S.Nicolò dal 1957 al 1990; dal 1990 poi è diventato responsabile della Casa di Ospitalità Ain Karim; è stato l’ideatore di questo spazio per Vacanze nella natura che si trova sopra l’abitato di S. Nicolò, gode di un’ottima esposizione al sole con una incantevole vista sulla vallata sottostante.
Don Andrea poi ha voluto ricordare con tre parole gli elementi costitutivi della ricca personalità di Don Giacomo:
Uomo – Schietto, forte, laborioso; aveva un’umanità che non lasciava spazio a incomprensioni, dubbi, aperture; nel dialogo con lui non v’era sorta di confusione.
Ministro di Dio – Ogni cosa che faceva era nel progetto di Dio. Lo sguardo del credente accompagnava il pensare, il progettare e soprattutto l’agire; azione sacra, dimensione sociale e politica per un solo disegno: la realizzazione del Regno di Dio.
Profeta-conservatore – In tante cose ha avuto uno sguardo lungimirante per la sua gente e per la sua valle: Oratorio, Casa di Riposo, Scuola di Infanzia, Chiesa di Santa Caterina; un “caterpillar” di idee e di azioni a favore di tutti, ma anche a dispetto di alcuni; per altri aspetti invece sentiva la fatica di un tempo nuovo che ormai si stava aprendo con tante novità difficili da capire.

 

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