Livigno, autotrasportatori e “caso gasolio”: il Governo risponde ad interrogazione

Su quello che è diventato il “caso gasolio di Livigno” per gli autotrasportatori valtellinesi, i parlamentari della provincia di Sondrio Benedetto della Vedova e Mauro Del Barba hanno interrogato il Governo che lascia intendere esserci spazio per un possibile annullamento delle sanzioni. Intanto il sottosegretario De Micheli ribadisce che in tutta la vicenda è stata applicata assoluta della buonafede in merito alle sanzioni…
“Per oltre un anno, da quando cioè siamo stati investiti di una situazione ormai già in parte pregiudicata, abbiamo seguito da vicino la vicenda che ha interessato numerosi autotrasportatori della nostra provincia, cercando di offrire il nostro contributo per agevolare risposte utili ad affrontare una situazione molto critica. Vi sono state fasi in cui sembrava a portata di mano una soluzione, che però non si è rivelata facilmente praticabile visto lo stato avanzato di alcuni procedimenti. La risposta ricevuta dal Governo testimonia l’attenzione che le articolazioni dello Stato stanno rivolgendo a una situazione così complessa e delicata, ed indica anche una  strada da seguire per giungere all’annullamento delle sanzioni contestate” hanno dichiarato i senatori valtellinesi Benedetto Della Vedova e Mauro Del Barba, in seguito a quanto comunicato in merito al caso – gasolio da parte del sottosegretario all’Economia e alle Finanze Paola De Micheli.
Nella risposta all’interrogazione presentata dal senatore morbegnese, il sottosegretario De Micheli ha infatti chiarito che, “posta la necessità di corrispondere i tributi non assoluti per la parte di carburante importato oltre i limiti della franchigia previsti dalla normativa doganale, l’Agenzia delle dogane e dei Monopoli ha rivolto uno specifico quesito all’Avvocatura Generale dello Stato in merito alla possibilità di non applicare, nei casi in questione, le sanzioni amministrative”, basandosi dapprima sull’articolo 10, comma 3, della legge 212/2009 e in seguito sul comma 2 della medesima legge. L’Avvocatura generale dello Stato ha dunque “ritenuto applicabile la norma che tutela il legittimo affidamento laddove ricorrano, in punta di fatto e con valutazione da effettuarsi caso per caso, una serie di circostanze consistenti nella apparente legittimità e coerenza dell’attività dell’amministrazione finanziaria e nella buonafede del contribuente”.
“La puntuale e dettagliata ricostruzione di tutti gli atti prodotti in questi mesi”, hanno aggiunto i due esponenti valtellinesi della maggioranza di Governo, “pone in evidenza la precisa volontà dell’amministrazione pubblica centrale di fornire ogni elemento utile al riconoscimento della buona fede, laddove non è invece stato possibile, per via interpretativa, pervenire all’analogo riconoscimento per quanto riguarda l’effettiva legittimità del tributo dovuto. Dagli atti prodotti ci pare del tutto evidente che, nel pieno rispetto della legge e dei procedimenti in corso, emergano tutti gli elementi tali da non lasciare alcun dubbio sul comportamento del contribuente”.
L’Avvocatura generale dello Stato ha confermato la possibilità di non applicare le sanzioni “qualora il comportamento del contribuente risulti posto in essere a seguito di fatti direttamente conseguenti a omissioni dell’Agenzia” nei limiti in cui vi sia la buonafede del contribuente e il comportamento nei confronti del contribuente da parte dell’Amministrazione finanziaria sia stato legittimo e coerente. Sempre l’Avvocatura dello Stato ha inoltre aperto una possibile altra via, invitando l’Agenzia a prestare particolare attenzione agli esiti delle sentenze di appello, anche “al fine della valutazione dell’eventuale prosecuzione in sede di legittimità dei giudizi che vedono l’Agenzia soccombente”.
“La risposta all’interrogazione consente di supportare in maniera robusta la dimostrazione della buonafede dei singoli nei vari processi in corso: con un’attività sistematica si potrà ora pervenire a una soluzione del nodo riguardante le sanzioni, proprio in base al concetto di buonafede e di “affidamento” del contribuente al comportamento tenuto da un’Amministrazione pubblica” hanno spiegato i due parlamentari. “Si tratta del massimo risultato, ottenuto con uno sforzo straordinario e irrituale di continuo confronto con i vertici dell’Agenzia delle Dogane e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che hanno dimostrato una sensibilità e un’attenzione al tema davvero esemplari. La risposta all’interrogazione ha anche chiarito il percorso fatto finora e dato i riferimenti delle note che l’Agenzia centrale ha inviato agli Uffici: ora tutte le carte sono in tavolo per consentire agli autotrasportatori e ai loro difensori di attivarsi, nelle varie sedi legali, per ottenere la cancellazione delle sanzioni”.

Sulla “questione gasolio autotrasportatori” ecco le dichiarazioni di Matteo Lorenzo De Campo, presidente della Fai (Federazione Italiana Autotrasportatori) della provincia di Sondrio e di Loretta Credaro presidente Unione Cts.

Matteo Lorenzo De Campo – «Quanto appena ottenuto rappresenta per gli autotrasportatori una novità senza precedenti, un primo quanto inedito sbocco verso una parziale soluzione del problema. L’apertura data dall’Agenzia delle Dogane verso l’affermazione della buona fede degli autotrasportatori costituisce per noi un primo traguardo importante: se tale intendimento fosse recepito dai giudici, come già avvenuto da parte di alcuni di essi in sede regionale, arriveremmo infatti all’annullamento delle sanzioni e degli interessi, che rappresentano una parte cospicua del problema. Altra cosa importante, si inizia a riconoscere che ciò che è avvenuto non è una frode perpetrata dagli autotrasportatori allo Stato, purtroppo additati durante questa vicenda come contrabbandieri ed evasori, ma invece un inghippo burocratico su delle definizioni normative che l’Europa stessa sta cercando di chiarire. Certamente siamo ben lontani da una soluzione definitiva: oltre ai molti soldi spesi dagli autotrasportatori per difendersi, rimangono in sospeso i tributi (Iva e accise), ma riteniamo che la riabilitazione personale di chi è coinvolto in questa triste vicenda sia un primo passo estremamente importante».

Loretta Credaro – «Da tempo sensibilizzata sulla problematica delle sanzioni agli autotrasportatori, auspico che l’interrogazione scritta con risposta ottenuta dal Senatore Del Barba possa avere dei riflessi soprattutto nell’ambito giuridico, per poter giungere a una soluzione positiva della vicenda, anche considerate la complessità e la rilevanza del tema affrontato».

A cura di Federico Gusmeroli ed Paola Gugiatti

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