Madonna di Tirano: “San Michele” scende fra i fedeli, ma è per il restyling!

Praticamente un momento storico. Martedì, 23 settembre 2014, l’arcangelo San Michele alle ore 9.33 ha toccato terra in piazza Basilica. I residenti di Madonna non sono mancati. Appuntamento imperdibile del resto per chi è nato e cresciuto all’ombra del Santuario e porta la storica chiesa scritta nel proprio dna. Tutti presenti con il naso all’insù. La nota statua nelle vesti di un guerriero, vero e proprio simbolo, (posta sopra la lanterna della cupola ed opera di Francesco Guicciardi, 1589) di 180 cm di altezza (che poggia su un perno che le consente di ruotare secondo i venti) e 50 kg di peso, sarà interessata da indispensabili lavori di restauro e risanamento conservativo. La discesa dall’alto del “San Michele”, come comprensibile, ha attirato molta curiosità. In fondo il precedente abbassamento risale all’anno 1967. L’odierno restauro è affidato al restauratore Franco Blumer, eccellente esperto di lavori sui metalli, già attivo in Santuario e molto conosciuto anche nel milanese per aver effettuato il “lifting” addirittura alla Madonnina del Duomo. “Una volta rimossa la statua si provvederà ad un parziale smontaggio” – ha precisato Blumer – “Saranno rimossi i solfuri, prodotti di corrosione, e messe delle cere protettive. Al termine vi sarà il rimontaggio completo delle varie parti e la ricollocazione”. I lavori di restyling dovrebbero durare circa un mese e saranno effettuati in alcuni locali poco distanti dalla Basilica. La “rimessa in forma” della statua dell’Arcangelo San Michele è stata fortemente voluta dal rettore del Santuario monsignor Aldo Passerini che fin dal suo arrivo si è particolarmente impegnato nella cura del sacro tempio. “Il progetto di restauro della statua era inserito in realtà nei lavori del 2009 -2010 che comprendevano il restauro dell’abside, del presbiterio e della cantoria (vi era un contributo ottenuto dal Ministero Statale grazie all’interessamento dell’onorevole Scherini ndr)” – ha spiegato monsignor Passerini- “In quegli anni però poi il progetto di restauro della statua del San Michele saltò poichè gli altri lavori assorbirono l’intera quota a disposizione e ad oggi , nel 2014, mi sembrava opportuno intervenire”. Dalle parole ai fatti. E così il rettore inoltra la domanda all’ufficio beni artistici della Curia e segue il non facile iter per poter ottenere tutte le autorizzazioni necessarie. In data 18 agosto 2014 arriva l’autorizzazione della Soprintendenza per i beni storici, artistici e etnoantropologici a firma del soprintendente Sandrina Bandera (e con l’affidamento dell’intervento al funzionario di zona Cecilia Ghibaudi). All’intervento per portare a terra la statua hanno assistito anche il sindaco di Tirano Franco Spada e Sonia Bombardieri, attivo assessore alla cultura del comune tiranese. Fra i presenti anche Tarcisio Tarabini che nel 1967 fece parte del gruppo che si occupò della rimozione della statua per restaurarla “Mi ricordo d’aver inserito una moneta in una delle gambe del san Michele!” – ha esclamato non senza emozione Tarabini – “Nel corso dello smontaggio salterà fuori”. Ad effettuare concretamente il trasporto della statua dall’alto fino in piazza Basilica l’impresa Rigamonti spa. Visibilmente soddisfatto dell’ottima riuscita dell’intervento, e dopo aver seguito la discesa della statua attimo per attimo, il rettore Passerini ha esclamato “Anche san Michele ha preso l’osteoporosi!” sciogliendo l’apprensione in un sereno sorriso.

Testo e foto Gabriela Garbellini (riproduzione vietata)

Commenti

commenti

Riproduzione © riservata - AltaReziaNews