Calcio Coppa Italia Eccellenza: Sondrio fuori ai rigori col Villa d’Almé

SONDRIO – Il Sondrio perde ai rigori contro il Villa d’Almè ed esce agli ottavi di finale della Coppa Italia di Eccellenza 2013/2014. Un buon Sondrio, malgrado le tante seconde linee schierate in campo da mister Paolo Bertani, ha così dovuto dire addio alla Coppa al termine di un match ben giocato e a tratti anche dominato. Nella parta iniziale, infatti, al Sondrio è mancato solo il colpo del ko per andare in vantaggio e far prendere, probabilmente, un’altra piega all’incontro che invece è poi proseguito sui binari della parità nella seconda parte prima di accendersi nei 10′ finali. A 9′ dalla fine il bergamasco Villa ha portato in vantaggio il Villa D’Almé trasformando un calcio di punizione un po’ inventato dal direttore di gara. I sondriesi, ancora imbattuti in stagione, hanno reagito da grande squadra riuscendo a ristabilire la parità con una bella punizione di Roberto Bertolini e a rimandare l’esito del match e quindi della qualificazione ai calci di rigore. All’errore di Aron Martinelli, palla sulla traversa, ha fatto da contraltare quello di un giocatore bergamasco ma il quinto rigore è stato fatale al Sondrio con l’errore dello specialista Roberto Bertolini che ha lanciato in orbita i bergamaschi. Ma mister Bertani è piuttosto contento della prova dei suoi e punta la sua attenzione sul campionato e sul big match di domenica alla Castellina contro l’Ardor Lazzate.  “La squadra ha giocato una buona gara e se nei minuti iniziali fossimo riusciti a capitalizzare una delle 4/5 nitide palle gol create credo che a quest’ora staremmo parlando di un’altra partita – dice Paolo Bertani -. Dispiace uscire dalla Coppa ma adesso ci concentreremo sul campionato dove siamo chiamati ad una serie di incontri difficili che dovranno fornirci la nostra attuale dimensione. Domenica avremo un match importantissimo in casa contro una delle big del campionato quale è l’Ardor Lazzate che insieme al super favorito Ciserano e al Cavenago hanno sulla carta qualcosa in più di noi”.

Fulvio d’Eri

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