Teglio: presentato il romanzo “Acque Albule” di Massimo Lardi

TEGLIO – Lunedì 19 agosto 2013, click presso la Biblioteca di Teglio, troche è stato presentato il libro «Acque Albule», l’ultima opera letteraria di Massimo Lardi.  Una storia fra un piccolo paese e una metropoli; la magia del racconto e la quotidianità della vita. Per l’occasione erano presenti i professori Gianluigi Garbellini e Ennio Galanga. Serena Bonetti Bontognali ha letto con maestria alcuni brani del libro.
La serata è iniziata con il saluto di apertura da parte di Maria Rosa Menaglio, presidente della Biblioteca comunale di Teglio. Il prof. Gianluigi Garbellini ha presentato un breve curricolo dell’Autore; attività nell’insegnamento e letteratura (Quaderni grigionitaliani). A partire dal suo pensionamento ha iniziato una nuova vita di scrittore: una vena scaturita dal luogo dove vive, avvolto nella bellezza e nel silenzio.
Di straordinaria entità è stata la presentazione del libro da parte del prof. Ennio Galanga, il quale ha preparato un rispettivo testo, ma in effetti ha parlato a braccio, segno evidente che conosce a menadito il contenuto di Acque Albule. Il prof. Galanga ha eseguito una vera e propria radiografia degli avvicendamenti del romanzo, nel suo momento storico e nella particolarità dei personaggi. I racconti avvengono fra il 1898 e il 1903. È questo un momento particolare in cui si affaccia la modernità attraverso le grandi invenzioni, dovute alla creatività dell’uomo. Nel racconto si parla in particolare di ferrovia e forza idrica, l’una legata all’altra, che fanno parte delle grandi conquiste sociali. In Italia sono stati anche anni peggiori della storia come la repressione dei Fasci siciliani dei lavoratori, movimento socialista. A Milano nel 1898 la sollevazione popolare contro le dure condizioni di vita, addirittura con spari sulla folla da parte della polizia. In un attentato del 1900 a Monza venne ucciso il re Umberto I. Ma anche vicende positive, come la svolta politica del 1903, in modo particolare per mezzo di Giovanni Giolitti, ministro dell’interno con idee liberali e modernizzazione economica.
Il prof. Galanga ha proseguito la sua analisi parlando dei personaggi della citata pubblicazione: un romanzo di paese e di città, protagonisti gettati nel futuro; un romanzo corale e protagonista (corale inteso come insieme armonico, il paesello; protagonista inteso come persona isolata, nella grande città N.d.R.). Il lettore si sente a casa sua, se non proprio come abitante, come ospite. La dimensione della coralità non viene meno nel paesello, mentre in città sono protagonisti. Dal romanzo scaturisce l’idea secondo la quale il destino, in larga misura, può essere deciso in proprio. Il prof. Galanga ha citato anche la cura dei dettagli, chiedendo a Massimo Lardi da dove sia venuta la competenza nella descrizione dell’attività fornaia. La risposta era ovvia, essendo figlio di un panettiere (Racconti del prestino N.d.R.). Quello del pane è il filo conduttore del romanzo. È un racconto di sentimenti e di socialità. Nelle famose lettere d’amore emerge la contrapposizione fra il cuore e la ragione, quest’ultima causata dalle necessità economiche.

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La ricca e interessante analisi del romanzo Acque Albule da parte del prof. Ennio Galanga, veniva intercalata da alcuni brani, letti con maestria da Serena Bonetti; una lettura nella giusta tonalità e pausa, seguendo con meticolosità le rispettive punteggiature.

Un libro che si legge tutto d’un fiato
Già dalle prime pagine mi sono appassionato, allorquando ho letto Acque Albule di Massimo Lardi, che ho avuto con rispettiva dedica. Il modo di raccontare con un linguaggio semplice e fluido, indistintamente accessibile a tutti, la singolarità dei personaggi e dei luoghi, nonché il gusto del dettaglio, ne fanno un vero capolavoro. Partendo da personaggi ed eventi storici, l’Autore ha intrecciato dei racconti, curando non soltanto la parte linguistica ma anche il gusto delle piccole cose, le famose ciliegine sulla torta. Cito ad esempio un divertente particolare nella lettera d’amore scritta da Margherita, a letto perché ammalata: A proposito, scusami se ti scrivo con la matita e non con la penna. Il pericolo di macchiare le lenzuola con l’inchiostro è troppo grande. In genere vado a letto soltanto verso la mezzanotte, ma quando ho un libro da leggere ci vado un bel po’ prima. Quello di Acque Albule ha catturato subito la mia attenzione e la smania di conoscere subito il proseguo degli avvenimenti; non avrei mai voluto smettere di leggere, anche se gli occhi iniziavano a fare le bizze, ma… la ragione aveva il sopravvento del cuore; il riposo è necessario come il pane.

di REMO TOSIO, collaboratore de «Il Grigione Italiano»

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