Un momento dell'incontro

Un momento dell’incontro

TIRANO – Notevole l’interesse suscitato dal convegno “Dalla vite della Valtellina vino e…energia pulita – Il Pellet di bacco” promosso nella giornata di venerdì 17 maggio 2013 a Tirano.   Ad organizzare l’evento di indubbia rilevanza, che ha illustrato i costi – benefici di una nuova avvincente sfida ovvero creare pellet dalle potature delle viti, la sinergia fra Fiper, Tcvvv, Ambiente Valtellina, Dael, tutte realtà di eccellenza nella valorizzazione dei prodotti di origine forestale per l’impiego a fini energetici e la promozione di agro energie. Ottima la risposta da parte della popolazione. Nonostante una pioggia insistente, in molti, infatti, e non solo esperti del settore, hanno raggiunto piazza Unità d’Italia per prender parte all’iniziativa.

Walter Righini

Walter Righini

Ad aprire i lavori Walter Righini, presidente Fiper (Federazione Italiana Produttori Energia da Fonti Rinnovabili) nonchè ideatore ed attualmente amministratore delegato della società del Tcvvv. “Nell’ultimo anno” – ha sottolineato Righini – “abbiamo recuperato 250.000 quintali di legname dai boschi della Valtellina. E questo, oltre ad alimentare l’economia locale, corrisponde al 51% della biomassa utilizzata dalla centrale del Tcvvv”. La parola è quindi passata a Benedetto De Campo, assessore tiranese al turismo ed ai prodotti agricoli- forestali, che si è detto orgoglioso di avere il Tcvvv sul territorio tiranese. “Nei momenti di crisi come questo attuale” – ha dichiarato De Campo – “la Valtellina può dare, invece, delle risposte importanti sfruttando il proprio patrimonio verde, cioè il nostro “oro verde”. Per fare questo occorre però essere in grado di gestirlo e sfruttarlo. Il recupero dei sarmenti è una idea eccezionale, apre vie innovative e nuove opportunità”. E poi, a nome della giunta tiranese, ha precisato “siamo davvero lusingati di ospitare questo convegno”. Aldo Deias, presidente Distretto Agro Energetico Lombardo, ha illustrato i vantaggi dell’impiego dell’agripellet per le aziende agricole lombarde, mentre Gino Giudici, attivo presidente di Ambiente Valtellina, ha ricordato l’incessante attività della onlus nella manutenzione del patrimonio forestale e la necessità di sfruttare tutte le risorse possibili per la cura del bosco. “Le potature agricole, i sarmenti si possono trasformare da costo a preziosa risorsa per la valle!” – ha dichiarato Giudici – “L’impiego dei sarmenti a fini energetici per la produzione di pellet, brichette o il conferimento in centrali di teleriscaldamento trasforma questo sottoprodotto”.

Un momento della manifestazione

Un momento della manifestazione

A chiudere gli interventi Giuseppe Toscano, Università Politecnica delle Marche, che ha spiegato ai presenti le caratteristiche e le applicazioni dell’agripellet. Si ricorda che il “pellet di Bacco” può seguire due filiere distinte: autoconsumo (l’agripellet prodotto rimane nell’azienda agricola dove viene utilizzato per produrre energia termica) oppure vendita sul mercato locale (il produttore vende l’agripellet al cliente finale che lo utilizza per impianti termici a biomasse). Caratteristiche tecniche: al momento del taglio la biomassa derivante dai sarmenti è ancora umida con valori superiori al 45% riducendosi fino ai valori del 6-8 % nel pellet o brichette. Prima delle dimostrazioni pratiche gli artisti intagliatori dell’associazione Valtellina Intagliatori e intarsiatori hanno desiderato omaggiare il comune di Tirano con uno stemma della città scolpito nel legno. A ritirare il prezioso dono l’assessore Benedetto De Campo. Nel corso della giornata ha avuto, inoltre, luogo, riscuotendo successo, la dimostrazione pratica di pellettatura e brichettatura dei tralci e anche la produzione di concime organico in pellet con l’utilizzo della cenere proveniente dalle centrali di teleriscaldamento a biomassa agroforestale e digestato solido derivante da impianti di biogas agricolo. Per l’intera durata dell’evento gli artisti intagliatori hanno dato prova delle loro capacità nell’arte della scultura in legno.
Le immagini sono di Gabriela Garbellini e Mauro Cusini.

Gabriela Garbellini

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