Matteo Cappè ha messo la sua personale e prestigiosa firma sull’albo d’oro della GF Internazionale Giordana ad Aprica (Sondrio), una vittoria costruita a metà salita del Mortirolo e consolidata con una gara condotta tutta all’attacco. Ilaria Rinaldi si ripete, la biondina di Castelfiorentino ha fatto più che altro una gara contro i maschi ed ha coperto i 175 km di gara impiegando 15’ in meno rispetto allo scorso anno, facendo il vuoto nella gara femminile.
I protagonisti di giornata sono tanti, anzi, tutti i 3200 iscritti, anche se meritano un cenno particolare i vincitori del Mediofondo (155 km), Niki Giussani e Monica Bonfanti, e quelli del Fondo (85 km), Andrea Acquistapace ed Astrid Schartmüller.
Giornata di grande sport quella di domenica 24 giugno 2012, col GS Alpi che ha lanciato i granfondisti all’attacco pima del Passo Gavia, poi del Mortirolo e, per quelli del Granfondo anche sul Santa Cristina, tre percorsi affascinanti, intriganti e che non perdonano.
Il via è stato dato alle 7.30 dal sindaco di Aprica Carla Cioccarelli, ma in molti hanno iniziato a scalpitare davanti alle griglie già alle 5.30, poi alle 6 è iniziato l’assalto ad un posto buono. Una nuvola di coriandoli ha salutato lo start, poi per 15 km i concorrenti sono stati scortati a velocità controllata fino ad Edolo, dove i migliori hanno cominciato a sgomitare portandosi in testa alla gara.
Fino ai primi tornanti del Gavia non ci sono state azioni significative, poi appena la strada ha iniziato ad impennare Andrea Natali, Roberto Cunico e Niki Giussani hanno dato il via al loro forcing che li ha portati a guadagnare fino ad 1’, Cunico e Giussani in testa. Ma a metà salita del Gavia sono usciti allo scoperto anche i due colombiani Botero Salazar e Amaya Chia, fuori gara in quanto pro’ della mtb, ma capaci di stravolgere i ritmi e gli schemi di gara. A 100 metri dallo scollinamento i due sudamericani hanno agganciato il tandem di testa ed hanno affrontato la discesa in quartetto. Cunico però, appena imboccato la strada verso Santa Caterina Valfurva, ha letteralmente messo il turbo ed a Bormio era tutto da solo con 2’ di vantaggio su Giussani e sui due colombiani. Dietro il confronto era serrato tra Bertuola, Falzarano, Cappè, Sorrenti Mazzocchi, Castelnovo, Zen, Pinton, soltanto per citarne alcuni, mentre per chi pedalava nelle retrovie la salita del Gavia era tanto gratificante quanto massacrante.
La bella giornata serena, solo con qualche nuvola all’orizzonte, ha regalato panorami di incomparabile bellezza, soprattutto con le ultime lingue di neve a bordo strada e pure con alcune marmotte sbigottite da tanto pedalare. Strada chiusa alle auto, era l’imperativo del deus ex machina della Granfondo Giordana Vittorio Mevio, e così è stato. Era evidente, però, che le novità eclatanti sarebbero “esplose” sul Mortirolo, dove il caldo ha contribuito a rimescolare le carte in tavola. Cunico si è presentato da solo all’imbocco di Mazzo ed è rimasto senz’acqua, mentre i due colombiani erano autentiche macchine da guerra. Dopo alcuni tornanti i due erano già al comando e Cunico sembrava in affanno. Ancor prima di metà gara dal gruppo degli inseguitori partiva una fucilata, era quella di Matteo Cappè che con una progressione incredibile ha steso i suoi avversari. È partito a razzo, è andato subito a sverniciare Cunico, poi ha agganciato uno ad uno i due colombiani e davanti al mitico tornante 11, quello dedicato a Marco Pantani, era Cappè a prendersi gli appalusi del pubblico. E la sua non era una boutade, era una progressione bella e buona, a fine Mortirolo Cappè scollinava con 2’10’’ su Bertuola, Falzarano, Zen e, appena staccato, Giussani. Questa la radiografia in cima al Mortirolo, fra Cappè ed i tre inseguitori (si fa per dire, visto che il distacco non accennava a diminuire) c’erano i due colombiani, fuori classifica.
A quel punto la gara non ha più avuto storia, gli intenditori avevano già intuito che tra i primi solo Giussani avrebbe scelto il medio e così è stato. Il corridore lecchese ha fatto il suo trionfale arrivo ad Aprica dopo 5h17’22”, 1’51” prima di Orsucci e 4’26” prima del compagno di squadra Corbetta.
La gara “lunga” non aveva più scossoni, Cappè sempre tutto solo ha affrontato ritto sui pedali il Santa Cristina, ultima ascesa di giornata ed ha chiuso, ma senza braccia al cielo come sua abitudine, dopo 5h54’03”. Sembrava ci dovesse essere la volata per il secondo posto, ma Bertuola non ha faticato più di tanto, Falzarano gli ha regalato il secondo posto su un piatto d’argento. Quarto, meritatamente, l’ex pro’ Zen, mentre Cunico nella discesa dal Mortirolo finiva ruote all’aria e per lui era la via del ritiro.
Piazzarsi 48.a assoluta sul “lungo” è stato un successo oltre ogni più rosea previsione per Ilaria Rinaldi, ha “saltato” come una camoscio di gruppetto in gruppetto, di maschi ovviamente, li ha solleticati, battuti e sul traguardo si è meritata i tanti applausi del pubblico. Per rendere evidente la sua superiorità, basti dire che Claudia Avanzi si è piazzata seconda ad oltre 35’, tallonata da Cristina Lambrugo. La festa del ciclismo è continuata fino a pomeriggio inoltrato, con gli arrivi in successione.
La GF Internazionale Giordana, tappa di Challenge Giordana, Nobili/Supernobili, Coppa Lombardia C-Performance e Gran Trofeo, è stata agonismo ma anche solidarietà, grazie alla donazione di 4.000 Euro all’Associazione Paoletti, che si occupa di progetti educativi per i bambini meno fortunati del mondo.
L’edizione 2012 va in archivio con uno scontato successo a 360°, bella anche la serata di sabato con Corso Roma trasformato in un viale “tipo” Rimini, con migliaia di persone a spasso tra gli stand e radunate per il concerto in tributo a Lucio Battisti.
Classifiche
Percorso Granfondo
Percorso Mediofondo
Percorso Fondo
Nelle pagine di Alta Rezia News trovate due ricche gallerie fotografiche
RedSport
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