TIRANO – Il suo modo di parlare schietto ha coinvolto la platea fin dalle prime battute. Ha raggiunto tutti. Simone Del Curto, stimato medico Valtellinese, direttore del reparto di anestesia e rianimazione dell’ospedale di Sondrio, ospite d’eccezione alla conviviale kiwaniana, ha illustrato la sua esperienza in Bangladesh a sostegno dell’infanzia.
Gioviale, genuino. Un racconto partecipato ed intenso. Ha illustrato (nel corso della serata svoltasi al ristorante “Ai Portici” giovedì 17 maggio 2012) quelle settimane all’estero come fosse una sorta di “passeggiata”, con una umiltà ammirevole. Per chi è abituato a lavorare sodo la fatica passa in secondo piano. Sempre. Per Del Curto il sacrificio è naturale conseguenza della sua professione. “Normalità, un dovere che scaturisce da ognuno di noi!” – ha spiegato. Ad intercalare il discorso anche diverse battute scherzose, intelligente modo per alleggerire l’emozione. Ma gli occhi han parlato per lui liberando la moltitudine di sentimenti trattenuti ed il grande sorriso addolcito di tenerezza allo scorrere delle immagini dei suoi pazienti bambini. Una vibrazione sottile ha percorso l’intera sala. Occhi scuri, immensi, spalancati su una vita in equilibrio tra un futuro incerto ed il buio. Sguardi che già da soli bastano a risvegliare le coscienze di molti.
Per Del Curto, che ha fatto della solidarietà la sua ragione d’esistenza, sembra tutto normale: partire e arrivare laggiù dove 160 milioni di persone vivono in una superficie pari a 145000 km2 (per meglio capire: l’Italia conta 60milioni di abitanti su una superficie pari a 300000 km2), dove si trova a fortuna un posto letto ogni 3500 abitanti e vi è 1 medico ogni 10mila abitanti. Tutto normale rimanervi per mesi e mesi, mangiare quasi nulla, dormire lo stretto necessario soltanto per avere energie per operare. E ancora aiutare, stringere mani, ascoltare i silenzi di madri che chiedono aiuti senza voce per non consegnare inermi i loro figli alla furia selvaggia dell’inesorabile destino di una morte certa. Per chi lo ascolta, invece, tutto ciò appare un miracolo.
“La principale causa di morte è rappresentata dalla malnutrizione” – ha precisato Del Curto – “In Bangladesh noi medici impariamo davvero a lavorare con le mani e la testa. Non ci vai a fare esperienza o a imparare, ma vai per operare al meglio perchè questi bambini hanno diritto di crescere! Le attività e le prestazioni vengono effettuate gratuitamente, per questo i costi restano bassi: 200 euro a intervento”. Bambini martoriati da ferite aperte che non si rimarginano, squarciati nel corpo in maniera così devastante che certi medici vedono solo una volta nella vita. Piccoli talmente sofferenti che il dottore sondriese e l’eccellente équipe di medici, chirurghi e infermieri di “Operare per…nel mondo dalla parte dei bambini” riescono a rimettere in piedi (con pochi mezzi: laggiù nulla viene buttato via! Tutto ritrova modo per essere riutilizzato) regalando loro una nuova vita. Il riconoscimento più grande per Del Curto è riuscire ad offrire riscatto ai giovani bangladesi che l’arroganza di troppi ignora. Liberarli da malformazioni congenite, soprattutto delle vie urinarie e del tratto intestinale. Dottori eccezionali che hanno contribuito a trasformare un minuscolo ambulatorio di frontiera in un vero e proprio ospedale di qualità. E’ un medico vero Del Curto. Generoso. Avverso agli applausi (anche se ne ha ricevuti davvero tanti giovedì scorso: calorosi e sentiti). Di quelli che sanno rimboccarsi le maniche e agire. Non solo a parole. Di quelli che conoscono appieno il valore della vita e il dovere di preservarla. E conoscono il valore di un sorriso di speranza.
E’ un combattente tenace delle giuste battaglie. Fa parte della schiera di quei pochissimi che vanno al lavoro dimenticando l’orologio perchè la loro è una missione che ha un inizio e mai una fine. Dotato di rarissima umanità ed eccellente professionalità, Del Curto è un dottore che aiuta per davvero. Che aiuta tutti, a prescindere. Disgustato (e a ragione) dalle tante manovre meschine che privilegiano i poteri forti (“le cure sono solo per i ricchi”). Lontano anni luce dai cuori gretti immersi negli stagni del perbenismo. “Quando vai in quella terra devi subito cambiare punto di vista! Quello che vedi è diverso da come ti sembrava”. Una lezione di vita per i presenti che ha aperto gli occhi, soprattutto il cuore. “I bambini sono il futuro del mondo” – ha detto.
Senza alcuna retorica poichè Del Curto un futuro concreto lo regala davvero. “Bisognerebbe moltiplicarla! Il suo è un apostolato che non dev’essere per forza religioso!” – così ha commentato Bruno Ciapponi Landi, assessore alla cultura del comune di Tirano, al termine della conferenza.
Per chi desiderasse avere più informazioni relativamente il progetto “Operare per…Nel Mondo dalla parte dei bambini” o sostenere con una donazione potrà farlo raggiungendo l’indirizzo internet: www.operareper.org. A seguire i conti correnti valtellinesi di “Operare per”: IBAN CREDITO VALTELLINESE IT 44 A 05216 11002 000000009091, IBAN Banca Popolare di Sondrio IT12 F 05696 11004 000040000X83. (le informazioni utili per destinare il 5 per 1000)
Testo e foto Gabriela Garbellini © (riproduzione riservata)
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