La soddisfazione degli studenti per il soggiorno di studio a Cannes appena concluso si legge nei loro occhi quando raccontano dei giorni trascorsi nella città del Sud della Francia. I ragazzi provengono da classi e da scuole diverse: due terze del corso ERICA-Istituto Leibniz di Bormio; una quarta dell’Istituto Besta di Sondrio; una terza del Liceo Nervi di Morbegno.
Per tutti l’obiettivo è il perfezionamento della lingua francese oltre che la conoscenza diretta della cultura di quel Paese che hanno studiato sui libri scolastici. Il “soggiorno di studio” è stato promosso e coordinato dalla docente di conversazione in lingua francese Ouarda Fareh coadiuvata dagli altri docenti accompagnatori, Monia Pizzatti, Lorena Giacomelli, Michèle Romani, Eugenio Tirelli.
Dopo il viaggio in autobus che da Bormio ha portato la numerosa comitiva di 65 studenti nel centro di Cannes, l’esperienza è iniziata con la trepidazione dell’incontro con le famiglie ospitanti; gli studenti, a coppie, erano stati assegnati a famiglie francesi convenzionate con la scuola ESCCOM (Langue Mediterranée) presso la quale ogni mattina si svolgevano le lezioni tenute da docenti francesi. Sia il tempo scolastico sia quello trascorso in famiglia sono stati un banco di prova per l’uso della lingua viva nella quotidianità. Dalle iniziali titubanze ogni studente è passato ad una crescente sicurezza comunicativa che è culminata nell’esperienza delle interviste al mercato “Forville”, un’immensa distesa di banchi di frutta, verdura e prodotti tipici provenzali.
I pomeriggi sono stati dedicati alle visite culturali: in primo luogo al centro storico di Cannes, il Suquet, poi ai dintorni, nei paesi come Grasse, dove sorge la fabbrica dei profumi Fragonard, o Nizza con la sua maestosa piazza Massena o il quartiere vecchio di gusto ligure o la spettacolare “promenade des Anglais”. Tra i luoghi più suggestivi visitati va ricordato il borgo medievale di Saint Paul de Vence, dove si concentrano gli atéliers degli artisti, o Eze con il suo giardino esotico sospeso tra mare e cielo. Antibes ha stupito tutti con il suo porto dove attraccano gli yacht più lussuosi, ma, forse, le ore più apprezzate sono state quelle sull’isola Sainte Marguerite: qui, dopo la visita al forte dove fu imprigionata la misteriosa Maschera di ferro, c’è stato il tempo per un bagno di mare e un po’ di sole sulla spiaggia.
Nel tempo libero concesso prima del rientro serale in famiglia, i ragazzi hanno fatto shopping girando in lungo e in largo i boulevards cittadini e le vie interne come la rue Meynadier ricca di negozietti e souvenirs; hanno assaggiato le tipiche crèpes e qualche gelato dai gusti innovativi, come quello alla rosa o alla violetta. Ma è soprattutto nell’accoglienza familiare che si è offerta la possibilità di degustare qualche piatto tipico: la socca nizzarda, la pissaladière, la quiche, persino les éscargots… le lumache francesi!
Sabato 28 aprile 2012, giorno del ritorno in Valtellina, qualche ragazzo aveva le lacrime agli occhi, qualcuno salutava sorridente con “la bise” la mamma francese; le valigie scoppiavano per i numerosi acquisti. Un’allegria mista a nostalgia pervadeva il pullman nelle prime ore di viaggio; fino a quando si è cominciato a respirare l’aria della nostra valle, dove si torna sempre volentieri (purché si possa ogni tanto uscirne).
La validità di iniziative come questo soggiorno di studio non è circoscritta al potenziamento della lingua straniera, ma si estende all’esperienza di autonomia, alla condivisione di abitudini e modi di vita diversi dai propri, alla conoscenza di realtà, come quella cittadina, lontane da quella abituale.
L.G.
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