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Costruzioni, in Lombardia la crisi è sempre più forte
1 maggio 2012

rappNel 2011 gravi difficoltà, nel 2012 una crisi ancora peggiore. E’ fra questi due concetti che si racchiude la fotografia del comparto delle costruzioni in Lombardia così come è stata scattata dall’ANCE nel suo Rapporto annuale presentato recentemente dal Vicepresidente dell’Ance e Coordinatore del Centro Studi Ance-Lombardia Gianluigi Coghi e dal Vicedirettore Generale e Direttore del Centro Studi dell’Ance Antonio Gennari.

“Due dati su tutti danno l’idea del contesto in cui operano le imprese – spiegano in ANCE Lombardia -, riduzione nel 2011 degli investimenti in costruzioni nella regione del 4,6% in termini reali rispetto all`anno precedente; considerando i cali degli anni precedenti e le stime per il 2012, nel quinquennio 2008-2012 il settore delle costruzioni in Lombardia avrà perso il 22,1%. Altro elemento fondamentale si ricava dai dati sull’occupazione: secondo l’Istat la forza lavoro del settore in Regione nel 2011 consta, in media, di 327.000 persone, registrando una flessione del 3,2% rispetto al 2010. Dall’inizio della crisi (IV trimestre 2008- IV trimestre 2011) il settore delle costruzioni in Lombardia ha perso 44.500 posti di lavoro”.
Ma, vale la pena entrare più nel dettaglio delle analisi eseguite dall’Associazione dei costruttori. “Gli indicatori statistici disponibili e le valutazioni delle imprese – dice infatti la ricerca – descrivono, in Lombardia, un quadro di riferimento settoriale fortemente negativo, caratterizzato nel 2011 da cali produttivi più elevati rispetto alle previsioni formulate nel rapporto congiunturale dello scorso anno”. Stando ai numeri, il 70,6% delle aziende valuta bassa la consistenza del proprio portafoglio ordini contro il 27,4% che la valuta normale e solo il 2% la ritiene elevata. E non solo, perché “rispetto a sei mesi prima si osserva un forte deterioramento dei volumi di attività cantierabili: la consistenza degli ordinativi risulta diminuita per il 45,4% delle imprese e aumentata solo per il 16,4%; le aspettative per l’intero 2012 sono prevalentemente orientate verso un’ulteriore riduzione delle nuove commesse. Solo il 7,3% delle imprese ritiene che miglioreranno le prospettive di acquisizione di nuovi lavori mentre per il 50,9% le attese sono orientate verso un peggioramento.
Tutto ciò ha ovviamente avuto subito pesanti riflessi – come si è detto sopra – sul fronte dell’occupazione. “La forte caduta dei livelli produttivi – dice infatti l’ANCE – ha generato la perdita di molti posti di lavoro e un rilevante aumento del ricorso alla cassa integrazione guadagni. Secondo l’Istat il numero di occupati nel settore delle costruzioni è passato dai circa 362.000 del quarto trimestre 2008 ai 317.000 dell’ultimo trimestre 2011 con una diminuzione di 44.500 unità”.
Ma come sarà quindi il 2012? Per ANCE è attesa una “ulteriore flessione dei volumi di beni di investimento in costruzioni”, una situazione che per il quinto anno consecutivo ridimensionerà il comparto. Una situazione grave, quindi, anche se ANCE fa notare come “in Lombardia la contrazione degli investimenti in costruzioni risulterà moderatamente più contenuta di quella nazionale: l’importo dei beni prodotti risulterà inferiore al livello realizzato nell’anno precedente del 3,3% in quantità (-3,8% nella media nazionale)”.
Ad essere coinvolti però saranno tutti i settori ad eccezione degli interventi di recupero. “Una riduzione del 6,3% è prevista per gli investimenti in nuove abitazioni a fronte di una tenuta (+0,5%) degli impieghi nel recupero abitativo. Gli investimenti in costruzioni non residenziali private diminuiranno del 4,2% in quantità e quelli in costruzioni non residenziali pubbliche del 5,3%”. Alla base di tutto ciò, non solo la crisi congiunturale, ma anche le rigidità del “Patto di stabilità interno”, la stretta creditizia e gli ulteriori tagli previsti per il 2012 nella manovra di finanza pubblica.

A cura di Andrea Zaghi – Rapporto da “le strade dell’informazione” a cura di Anas


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