Bormio: Legambiente affronta i nuovi scenari della pianificazione territoriale
1 maggio 2012
Giovanni Bettini e Gianfranco Ciullini

Giovanni Bettini e Gianfranco Ciullini

BORMIO – Si sta aprendo un nuovo orizzonte per la pianificazione territoriale e chi è chiamato a decidere deve avere ben chiare alcune idee. I piani di governo del territorio sono tutta un’altra cosa rispetto ai piani regolatori e questa volta guardare oltre i propri confini diventa fondamentale.

E’ stata dedicata ai nuovi scenari che si stanno aprendo in Alta Valtellina, tra piani di governo del territorio e piani territoriali d’area, la tavola rotonda che ieri pomeriggio il circolo di Bormio di Legambiente ha proposto a margine dell’assemblea annuale. Assemblea che ha affidato la presidenza a Giancarlo Ciullini, che ha deciso la intitolazione del circolo ad Anna Vantaggi e che ha indicato nelle tematiche dell’utilizzo responsabile dell’acqua le iniziative da promuovere con i ragazzi delle scuole dell’alta valle.
Un argomento non certo privo di interesse. Peccato che a confrontarsi e ad ascoltare le riflessioni di sindaci, tecnici e professionisti si sia presentato un pubblico davvero ridotto. “Toccherà alla stampa dare voce alle riflessioni che sono state offerte – ha detto Giovanni Bettini, proprio a chiusura dell’incontro – anche se come movimento dobbiamo riflettere su questo disinteresse soprattutto tra i giovani e lavorare per tornare a far riflettere sulle tematiche ambientali”.
Tematiche poste in apertura della tavola rotonda dal segretario del circolo, Giancarlo Ciullini che ha sollecitato gli enti locali, responsabili della nuova pianificazione, ad essere attenti alle diverse realtà circostanti ed a dialogare costantemente tra di loro. “Oggi non è più possibile proporre una pianificazione isolata; serve condivisione e coordinamento per evitare situazioni spiacevoli come per la vecchia funivia del Ciuk. Un impianto dismesso, quando le società ne chiedono di nuovi, con le strutture di arrivo e partenza che vengono diversamente trattate perchè sono in due comuni diversi…”.

legambienteBor30042012b Beppe Occhi Elisabetta Ferro Tradati assemblea di Legambiente Bormio
Il sindaco di Bormio Beppe Occhi ha ricordato il lungo lavoro fatto dalla sua e dalla precedente amministrazione per mettere a punto i documenti del Pgt: “documenti che sono stati condivisi dalla popolazione attraverso una serie di incontri e di riunioni”. Se a Bormio sono una ottantina le osservazioni al Pgt, sono 250 a Valdisotto ed anche qui la stragrande maggioranza è volta a ottenere trasformazioni che consentano di edificare. Ma a Valdisotto, ha detto il sindaco Alessandro Pedrini, così come a Bormio la priorità resta quella del contenimento dell’uso del territorio incentivando recuperi e prima casa.
In tema di ambiente ed economia sono intervenuti il responsabile dell’ufficio agricoltura della Comunità Montana Alta Valtellina, Marino Pedranzini, che ha spiegato la funzione dei piani forestali (che superano anche la pianificazione urbanistica comunale), e l’ex sindaco di Bormio Elisabetta Ferro Tradati che ha messo l’accento sulla necessità di investire economicamente e culturalmente sulle attività agricole di montagna e sugli alpeggi.
L’economia gioca un ruolo fondamentale nello scenario futuro e i collegamenti sono elemento imprescindibile. Su questo aspetto si è incentrato il ragionamento di Giovanni Bettini che si è soffermato sui Piani Territoriali d’Area nati “con una filosofia condivisibile – ha sottolineato riferendosi alla Regione -, ma sviluppati lungo un percorso che è servito solo a foraggiare alcuni amici. Mancano di concretezza e di coerenza, soprattutto in un contesto economico come quello che stiamo vivendo. Non possiamo limitarci a belle parole; servono fatti concreti”.
Il segnale che Legambiente ha voluto lanciare è piuttosto chiaro: da un lato azioni ed iniziative nuove per rilanciare ruolo e presenza del movimento (davvero scarsa la partecipazione all’assemblea del circolo di Bormio); dall’altro un invito agli amministratori ed ai tecnici che li assistono nella pianificazione ad “avere uno sguardo diverso, coeso, organizzato, comune” a prescindere da ciò che impongono strumenti superiori (come i piani d’area), la legislazione in materia e le istanze di chi vorrebbe continuare a costruire. Magari provando ad affrontare più direttamente la questione delle seconde case che sono un costo ed un peso per il territorio e non producono alcun beneficio alla collettività.

Armando Trabucchi


Riproduzione © riservata - Alta Rezia News

Stampa questo articolo

Lascia un commento

Per commentare l'articolo è necessario essere registrati.


Foto Gallery