A scuola di storia: Pietro Pedranzini racconta la battaglia dello Stelvio
12 aprile 2012
La storia di un eroe valtellinese

La storia di un eroe valtellinese

VALFURVA – “E’ stata un’impresa senza eguali, straordinaria, molto più che eroica; ma non ha avuto il riconoscimento che realmente meritava”. Così Leo Schena, questa mattina, rivolto ai ragazzi delle scuole elementari dell’Alta Valtellina che hanno gremito l’auditorium di Sant’Antonio Valfurva, tratteggiando la figura dell’eroe valtellinese dell’Unità d’Italia, Pietro Pedranzini per l’appunto.

Il prof. Schena con Anna Maria Cristina Pedrana Proh si sono soffermati sull’evento che ha dato un posto nella storia a nostro Pedranzini. “Per fortuna – ha osservato ancora Schena – vi sono state, negli ultimi mesi, e vi sono ancora oggi iniziative che ricordano Pietro Pedranzini e quel gesto eroico a difesa di Bormio in quella fatidica estate del 1866″.
La presentazione storica del fatto d’arme del luglio di quell’anno è stato solo il momento culminante di un incontro nel quale, grazie al lavoro prezioso del gruppo tradizionale Sant’Anna di Piatta (con i suoi figuranti, gli abiti e gli oggetti dell’epoca), i ragazzi sono entrati dentro la storia alla scoperta dei giorni in cui si faceva – anche in Alta Valtellina – l’Unità d’Italia. Il progetto rientra infatti tra le azioni promosse dal ministero per sottolineare, anche dentro la scuola, i 150 anni dell’Unità nazionale. “Abbiamo raccolto questo invito – ci ha spiegato Luisa Seghezzi – ed abbiamo coinvolto in un progetto didattico le classi quinte delle scuole primarie di Semogo, Isolaccia, Bormio e Sant’Antonio Valfurva. La lettura di documenti, l’incontro con esperti, le testimonianze proposte in modo particolare dal gruppo Sant’Anna sono solo la prima parte di un progetto che intende recuperare le radici e la memoria storica degli eventi che hanno portato alla nascita di un paese e di un popolo”. Così, questa mattina, i ragazzi delle sei classi del circolo di Bormio hanno incontrato Pietro Pedranzini da bambino, nella scuola e nelle attività di tutti i giorni (rappresentate direttamente davanti agli alunni); quando da giovane ha maturato le sue scelte di vita fino a quando è diventato il protagonista di un’azione militare tra le più brillanti della nostra storia. Azione che lo ha portato a scalare la Reit, la montagna che sovrasta Bormio, valicando il passo che ha preso il suo nome e, calandosi sulla strada dello Stelvio che percorre l’altro versante della montagna, ha reso inoffensivo, con azione solitaria, un manipolo di austriaci asserragliati nella prima cantoniera dello Stelvio. Un gesto eroico che, come detto, rappresenta una sorta di anello di congiunzione tra la storia Valtellinese e quella di una nazione che stava prendendo forma; una storia che Piermarino Pedranzini, pronipote di Pietro, ha custodito conservando diari e memorie ed immagini; una storia che nelle prossime settimane sarà portata in piazza del Kuerc a Bormio e saranno i ragazzi, stavolta, a raccontarla.

Ecco le foto della giornata

Armando Trabucchi


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