E’ vera soddisfazione la festa in un centro commerciale?
6 aprile 2012

centrocommercialeCome ogni anno è giunta la festività della Pasqua. Approfittando della liberalizzazione degli orari di lavoro molti esercizi commerciali rimarranno aperti il giorno di Pasqua ed il lunedì dell’Angelo. Le Lavoratrici ed i Lavoratori del commercio coinvolti in queste aperture dovranno lavorare per garantirvi il “servizio” e gli sarà impedito di sfruttare l’occasione per coltivare i propri interessi e gli affetti famigliari, vista anche la chiusura di scuole e asili.

Si dice: “Natale coi tuoi e Pasqua con chi vuoi” ma non vale per tutti. Mi rivolgo per tanto ai cittadini, in particolare ai valtellinesi ed ai valchiavennaschi, ai molti che mi dicono che queste aperture sono comode: siete sicuri che le vostre vere esigenze trovino soddisfazione in un centro commerciale? Io, e forse anche voi, preferirei liste d’attesa più brevi per esami specialistici e per altre esigenze più concrete. Il pane, l’affettato, ed i capi di vestiario si possono acquistare il giorno prima, non è necessario averli a disposizione in qualsiasi momento.
Viviamo in una provincia stupenda dove non mancano le occasioni di svago e spettacoli naturali sicuramente migliori di un esercizio commerciale.
Sono certo che il mio pensiero è condiviso anche da alcuni proprietari di negozio che però sono costretti a lavorare durante la festività per non perdere il cliente a scapito della concorrenza.
Il provvedimento del Governo Monti non ha lanciato i consumi, ma una guerra alla cannibalizzazione di quote di un mercato che non può crescere vista la contrazione del potere d’acquisto.
Se i consumatori nel loro comportamento terranno conto di queste osservazioni ed avranno parte attiva nel rivendicare la soddisfazione delle loro vere esigenze, potremo per il futuro pensare di tornare ad avere festività per tutti e giornate culturalmente più interessanti.
Non mi illudo con una lettera di cambiare il mondo, vi auguro di cuore una buona Pasqua chiedendovi di pensare anche alle mamme, ai papà e agli amici che dovranno lavorare.

Guglielmo Zamboni, FILCAMS CGIL Sondrio


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