BORMIO – Sarà il commissario a prendere in mano, forse già nelle prossime ore, le redini della Comunità Montana Alta Valtellina. Il 20 marzo è scaduto il termine fissato dalla Regione Lombardia per la convocazione dell’assemblea che doveva approvare il bilancio di previsione…
Il muro contro muro che si è creato nell’ultima assemblea, quella del 10 febbraio 2012 (vedi resoconto e allegati) ha determinato un finale che nessuno si aspettata e tanto meno auspicava. Sondalo, Valdidentro e Valfurva sono rimasti sulla loro posizione (avevano candidato i rispettivi sindaci al governo dell’ente) e lo stesso hanno fatto Bormio, Livigno e Valdisotto (che avevano proposto tre consiglieri o assessori per il direttivo CM).
In quella sede era stato presentato anche il bilancio di previsione 2012, documento che – come richiesto da Regione Lombardia – era stato sostanzialmente condiviso nell’impostazione tecnica nell’assemblea di fine 2011, ma doveva essere approvato formalmente dall’assemblea. Una approvazione che doveva rispettare tempi precisi; come quello della convocazione dell’assemblea chiamata a tale approvazione, ovvero il 20 marzo 2012.
Non c’è stata nessuna convocazione entro questa data; questa mattina non abbiamo trovato atti ufficiali in tal senso. La mancata convocazione è stata confermata dagli uffici e, soprattutto, la mancata intesa tra le parti è stata confermata anche da altri elementi. Primo fra tutti l’intervento – per rispondere ad una domanda dell’opposizione – del sindaco di Livigno, Damiano Bormolini, che nell’ultima riunione del consiglio comunale del Piccolo Tibet ha ribadito la mancata intesa e la ormai inevitabile ipotesi del commissario per approvare il bilancio.
Non sono andati a buon fine i tentativi di altri sindaci di trovare una intesa almeno sul documento finanziario, rinviando a dopo le amministrative di maggio 2012 (che interessano Valdidentro e Valfurva) la verifica sul governo dell’ente. A giorni, forse ad ore, a Palazzo Pretorio è attesa la nomina del commissario.
Armando Trabucchi
Per commentare l'articolo è necessario essere registrati.
22 marzo 2012 - 09:43
Che sia un segno?
Questa impossibilità di raggiungere accordi che possano portare al governo della Comunità Montana è, a mio modestissimo parere, una chiara indicazione del fatto che dobbiamo fermarci e ripensare al ruolo dei Comuni ed a quello di questo Ente comprensoriale.
Mi rendo conto che i cambiamenti non dipendono direttamente da noi ma penso che possano dipendere anche da noi: se si è convinti della bontà di qualcosa si può – anzi si deve – fare pressioni perchè la cosa venga valutata e accettata da “chi decide”.
Sono convinto che i “comunelli”, quali purtroppo sono i nostri, non abbiano più senso.
Perchè oggi, con i mezzi di trasporto, di comunicazione e di automazione che abbiamo, i cittadini possono benissimo fare qualche chilometro – ed anche qualche decina – per andare al municipio.
Perchè oggi è possibile, anzi sarebbe auspicabile, che molti se non tutti i servizi che i Comuni svolgono vengano svolti in un unico punto, con minori spese e minore personale.
Perchè è inutile, anzi dannoso, avere troppi amministratori, il cui unico merito – troppo spesso – sta nell’essere di una frazione piuttosto che di un’altra, altrimenti la relativa lista non avrebbe raccolto i voti di quella frazione. Con il risultato che – troppo spesso – anzichè guardare ai problemi generali ci si incarta sul particolare.
Perchè – per chi non se ne fosse ancora reso conto – siamo in crisi, locale, italiana, mondiale: la riduzione delle spese e la razionalizzazione delle attività è necessaria.
Allora proviamo a pensare a una piccola rivoluzione: uniamo i nostri Comuni, creando un unico Comune che coincida con l’attuale Comunità Montana (con l’ovvia e necessaria esclusione di Livigno)!
Sarebbe bello che i candidati alle prossime amministrative mettessero questo tra i punti del loro programma…
Ma, lo so, non è un segno. E’ un sogno.
Renato Fuchs
29 marzo 2012 - 00:51
Io credo che allo stato attuale delle cose l’unificazione dei comuni non sarebbe un sogno bensì un incubo, comunque il fatto che non si riesca a raggiungere degli accordi è anche un segno: il chiaro segnale che è a dir poco impossibile, se non si riesce a trovare una quadra per la comunità montana rabbrividisco soltanto al pensiero delle liti che ci sarebbero all’interno dell’unico comune.
L’unico modo per unire i comuni è che detta scelta venga imposta dallo stato per tagliare le spese di gestione (motivazione che condivido a pieno), altri scenari non ne vedo perchè in questo momento non credo che ci sia ne la voglia ne i presupposti.
Saluti
Cola Oscar