Il Cai Lombardia contro le motoslitte in alta quota

Il Cai Lombardia contro le motoslitte in alta quota

Il CAI Lombardia ha espresso in un comunicato stampa la propria contrarietà all’utilizzo delle motoslitte in alta montagna. “Le motoslitte nascono per i grandi spazi del nord. Usate per divertirsi in ambiti limitati come le nostre Alpi, ne stravolgono l’equilibrio. L’ assenza di leggi ha incoraggiato molti centauri ad utilizzarle sulle montagne e nelle valli innevate attraverso un uso cosiddetto “sportivo”.

Tale utilizzo causa considerevoli danni al territorio attraverso un rilevante inquinamento atmosferico ed acustico”. Il CAI, ha già sollecitato i Ministeri competenti per normare il settore. Le Sezioni del CAI lombardo esprimono all’unanimità forti critiche al PDL 118, che risulta superficiale e sbilanciato in modo inaccettabile a favore degli utilizzatori “per gioco” delle motoslitte.

“È purtroppo ormai realtà sulle montagne Lombarde – evidenzia il documento del Cai Lombardia – , la presenza sempre rumorosa di motoslitte e di altri mezzi motorizzati che, trasformando boschi e radure in un vero e proprio “luna park”, precludono ai numerosi frequentatori che lo desiderano, di goderne in sicurezza a piedi, con sci, ciaspole, o con la slitta i più piccoli, trasformando lo spettacolo della natura in altro dal silenzio, e dal profumo di neve e di vento. La posizione del Club Alpino Italiano sull’uso ludico dei mezzi motorizzati nell’ambiente montano è sempre stato di grande attenzione, non solo all’aspetto riguardante l’impatto sull’ambiente, ma anche a quello, non certo secondario, della sicurezza, soprattutto nella stagione invernale, quando le problematiche ed i rischi legati alla frequentazione delle alte terre, sono diversi, e per certi versi, “maggiori” rispetto alle altre stagioni.

Questa posizione, è illustrata da un documento forgiato dal Comitato Centrale nel mese di luglio 2006, ed è estremamente chiara e netta: “è sempre stato essenziale per il CAI, e lo è tuttora, che non si creino interferenze  con l’ambiente naturale in primo luogo e con gli itinerari sci alpinistici e di fondo escursionistico in secondo luogo”. I percorsi prescelti, quindi, devono sempre e solo essere individuati “in zone di basso valore ambientale, paesaggistico ed escursionistico, al di sotto di una certa quota, preferibilmente nei pressi dei comprensori sciistici e raggiungibili con strade pubbliche”.
Il CAI ritiene che nel territorio di qualsiasi area protetta – siano parchi nazionali, riserve naturali integrali o orientate, parchi regionali, parchi locali di interesse sovra comunale (PLIS), monumenti naturali, Rete natura 2000 ZPZ o SIC, elementi delle rete ecologica regionale, ecc. – deve vigere il divieto assoluto di accesso ai mezzi motorizzati utilizzati a scopo ludico.
Il documento ricorda che la Rete Ecologica Regionale prescrive la limitazione e il divieto dell’uso di motoslitte in varie aree. Ne sono in particolare escluse: Alta Val Chiavenna, Val Zerta e Val Bregaglia, Valle dei Vatti, Bassa Val Masino, Corni Bruciati, Val Fontana, Monte palino, Chiesa di Val Malenco, fondovalle e picco Cassandra, Monte Canale e bassa Val Malenco, area montuosa tra e Val di Togno e Val Fontana, Alta Valtellina, SIC La Vallaccia-Pizzo Filone, SIC Passo e Monte di Foscagno, SIC Motto di Livigno-Val Saliente, area montuosa da Forcola di Livigno a Monta Campaccio, Val di Livigno, Val Viola, SIC Monte Vago-Val di Campo-Val Nera, SIC Val Viola Bormina-Ghiacciaio di Cima dei Piazzi, Val Grosina, Sasso Campana, dall’Aprica al Mortirolo, fascia di connessione tra Valli di Sant’Antonio e Monte Padrio, fascia di connessione tra Monte Padrio e Sernio-Valchiosa, Orobie, fascia boscata del pedemonte del versante meridionale valtellinese tra Castello dell’Acqua e Tirano, Monte Cancano, Piz Tri, fascia boscata del pedemonte del versante orientale valtellinese tra Tirano e Grosio, Parco dell’Alto Sebino, Parco del Monte Varro, Monte Muffetto, Monti di Bossico, Valfurva, Dossaccio di Oga e Dosso del Pone, Parco Nazionale dello Stelvio, Adamello, Val Caffaro e Alta Val Trompia. Ovviamente, oltre ad evidenziare il forte impatto negativo sulla conservazione della biodiversità esercitato dall’uso delle motoslitte, la Delibera vuole contrastare – sottolineandone l’inopportunità – interventi normativi finalizzati a rendere liberamente fruibile la generalità del territorio montano mediante l’uso di tali mezzi. Meraviglia quindi la mancanza nel PDL di riferimenti alle specifiche limitazioni o al rispetto della normativa vigente e dei vincoli territoriali, urbanistici ed ambientali.

La questione è ancora aperta, ma la posizione del Cai Lombardia è piuttosto chiara.

Ecco il documento integrale pubblicato sul sito del sodalizio

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