Dopo la sentenza che ha dichiarato ineleggibile come consigliere regionale il consigliere del Partito Democratico Angelo Costanzo sono state diffuse dallo stesso Costanzo e dal gruppo PD In Regione due dichiarazioni che vi proponiamo. Ricordiamo che l’ineleggibilità di Costanzo è stata denunciata dai Radicali e deriverebbe da presunta incompatibilità dovuta alla presenza nel CdA dell’Aler.
La dichiarazione di Angelo Costanzo (PD) dopo la sentenza di ineleggibilità
“Stanco delle polemiche. Sono una persona onesta e sto svolgendo con serietà e passione il lavoro in Consiglio regionale. Dico No alla gogna mediatica dei radicali”.
Si è svolta giovedì 12 dicembre l’udienza per il ricorso che i Radicali hanno presentato a luglio del 2011, per l’elezione nel marzo del 2010 del Consigliere regionale Angelo Costanzo, sulla base della legge 154/1981 che intende tutelare il principio di uguaglianza fra i candidati, escludendo dalla competizione elettorale quei soggetti che per la particolare posizione o incarico ricoperti potrebbero influenzare la volontà degli elettori. Il tribunale amministrativo ha accolto il ricorso sull’ineleggibilità di Costanzo.
Amareggiato, l’esponente del PD dichiara quanto segue: “sono stanco delle polemiche perché ho sempre svolto la mia azione politica con trasparenza e correttezza, come riconosciuto anche dai miei avversari. Sono una persona onesta e non ho mai usato il ruolo nel Consiglio di Amministrazione dell’Aler per influenzare nessun risultato elettorale. Avevo rassegnato le mie dimissioni dal Consiglio di amministrazione, anche se non formalizzate, e, non pensando che avesse carattere formale, ho presenziato il 7 aprile 2010 ad una riunione del Consiglio stesso ad elezione in Regione già avvenuta, perché intendevo solo condividere la soddisfazione per il risultato elettorale di pochi giorni prima. Il ricorso ha fatto emergere un problema di procedure, nulla di più!” Il collegio giudicante ha ritento che ciò porti ad un giudizio di ineleggibilità. Costanzo aggiunge: “Noi rispettiamo le decisioni, anche quando non le condividiamo. Presenterò la proposizione dell’appello, ricordando che la sentenza del tribunale non è esecutiva in caso di impugnazione e quindi continuerò a svolgere le mie funzioni di Consigliere Regionale. La cosa inaccettabile è la spettacolarizzazione mediatica e la strumentalità politica da parte dei radicali che fanno di tutta un erba un fascio, mettendo insieme la vicenda di Formigoni con la mia. Ho svolto il ruolo di Consigliere in questi due anni con serietà e passione verso le istituzioni e il mio territorio. Continuerò il mio impegno politico e istituzionale che riprenderò dopo un breve pausa”.
Ineleggibilità del consigliere Costanzo
Gaffuri (PD): rispettiamo le decisioni della magistratura ma esprimiamo a Costanzo apprezzamento e solidarietà.
“Come è nostro costume rispettiamo le decisioni della magistratura, in questo caso quella amministrativa, a cui ribadiamo la nostra fiducia. Ma mi preme esprimere l’apprezzamento per il lavoro che Angelo Costanzo svolge in Consiglio regionale con competenza e impegno. Voglio anche esprimere la solidarietà mia personale e del gruppo del PD all’uomo, che si trova oggi immeritatamente al centro di una campagna politica che mette sullo stesso piano vicende che nulla hanno in comune. Spiace rilevare che il legalitarismo dei radicali in questa giornata ha colpito Costanzo e ha salvato Cosentino”. È quanto dichiara Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio regionale della Lombardia.
Su info dell’US del Pd in Regione Lombardia
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14 gennaio 2012 - 08:38
La legge non è uguale per tutti: per i politici vale il terzo grado di giudizio (cioè la prescrizione per decorrenza dei termini) mentre per i poveri cristi esiste la carcerazione preventiva.
Anche per quanto riguarda la legalità spicciola le regole dovrebbero valere per tutti: Costanzo,Pozzi, Formigoni,ecc. Se hanno commesso qualcosa di illegale si vedrà alla fine del terzo grado di giudizio, anche se i Radicali hanno raccolto un sacco di prove. La differenza di stile si noterebbe subito se un politico, anziche “attendere speranzoso” la fine dell’iter processuale si dimettesse subito,ma questa è una cosa che invece quasi tutti non sono abituati a fare.