L'assessore Giulio De Capitani

L'assessore Giulio De Capitani

‘Fare agricoltura e zootecnia in montagna ha ancora un senso, partendo da quanto ha fatto e sta facendo Regione Lombardia a favore di questi territori che vengono definiti ‘svantaggiati’ dal punto di vista dell’agricoltura, ma che hanno al loro interno dei valori molto importanti di carattere economico’. Lo ha detto Giulio De Capitani, assessore regionale all’Agricoltura.

De Capitani ha concluso il convegno che si è posto il quesito se ‘Fare Agricoltura in montagna ha ancora un valore?’, convegno organizzato dalla Direzione generale Agricoltura nell’ambito delle manifestazioni zootecniche valsassinesi e svoltosi nella sede della Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d’Esina e Riviera. ‘L’agricoltore e l’allevatore di montagna – ha proseguito De Capitani – svolgono, oltre al ruolo produttivo, anche una funzione sociale, contribuendo a mantenere vive comunità che altrimenti sparirebbero’.
‘Di più – ha spiegato l’assessore – l’agricoltore svolge anche un ruolo nella conservazione dell’ambiente. Il paesaggio rurale non è un dono che viene solo dall’alto, ma è anche il risultato delle quotidiane cure dei nostri operatori agricoli di montagna’. De Capitani ha poi voluto ricordare, nel dettaglio, quanto Regione ha messo in campo in questi anni. ‘In questo comparto – ha spiegato – la Regione, utilizzando le possibilità offerte dal Piano di Sviluppo Rurale, ha investito e continua a investire risorse economiche importanti, anche attraverso la formazione e la divulgazione delle conoscenze. Sullo specifico capitolo della formazione c’è da sottolineare che è stata istituita, in accordo con l’assessore alla Formazione, la figura del ‘casaro d’alpeggio’, la cui preparazione potrà così essere finanziata’.
Il responsabile dell’Agricoltura ha voluto poi dedicare una parte del suo intervento al territorio, ricordando la grande storia della Valsassina proprio in tema di produzione agricola a livello regionale, nazionale e internazionale. ‘I principali marchi che contraddistinguono il lattiero caseario lombardo – ha detto – partono proprio da qui, da produzioni di queste montagne’. Non è mancato un riferimento neppure all’imprenditoria giovanile. ‘Nelle nuove generazioni, qui come altrove, – ha detto in conclusione – c’è la percezione che si possa puntare sull’agricoltura per l’occupazione del futuro, soprattutto in virtù di un appuntamento come sarà quello di Expo 2015, dedicato all’alimentazione e all’agricoltura. Di agricoltura avremo sempre bisogno e i ragazzi lo hanno capito. Grazie alla misura 112 del Prs la Regione ha destinato loro oltre 23 milioni di euro, finanziando ben mille domande di nuovi insediamenti’. Il convegno si è chiuso con la degustazione di prodotti locali.

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