CAIClub Arc Alpin, l’associazione che dal 1995 riunisce gli 8 club alpini che operano sugli opposti versanti della regione alpina (Austria, Sudtirol, Germania, Svizzera, Liechtenstein, Francia, Italia, Slovenia) quest’anno ha scelto il Palamonti di Bergamo come sede della sua assemblea annuale.

In due giorni, il 9 e il 10 settembre, i rappresentanti dei vari club alpini si sono confrontati su tematiche comuni: la gestione dei rifugi, la pratica dell’alpinismo, la manutenzione dei sentieri e in generale la difesa dell’ambiente naturale. Al centro dell’assemblea sono stati posti principalmente due temi: la preoccupazione circa le risicate risorse economiche e l’impasse legislativa che minaccia lo sviluppo sostenibile nel cuore verde d’Europa.
“Come CAI siamo particolarmente soddisfatti del percorso sin qui compiuto nell’ambito del Club Arc Alpin. Bisogna verificare, ora, se questo impianto, che è nato per l’arco alpino, sia in grado di soddisfare appieno quelle che sono le esigenze che nascono per tutti i monti d’Europa, non trascurando quello che è il nostro rapporto con l’UIAA che comprende quasi tutte le associazioni alpinistiche del mondo”, così in Vicepresidente Generale CAI Goffredo Sottile.
Nel corso della due giorni particolare attenzione è stata riservata alle politiche europee nella “macroregione” alpina, con particolare riferimento all’annoso iter della Convenzione delle Alpi, il trattato europeo sottoscritto all’inizio degli anni Novanta che rendere coerenti le leggi di tutti gli 8 stati alpini in materia di trasporti, turismo, energia, cultura, tutela dell’ambiente. Importante, a questo proposito la partecipazione del segretario della Convenzione Marco Onida, il quale ha ribadito l’auspicio che il governo italiano ratifichi infine, senza ulteriori indugi, lo spinoso protocollo Trasporti, principale ostacolo all’attuazione del trattato.

L’Ufficio Stampa CAI

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