VALFURVA – Era iniziato con Marco Confortola, Riccardo Cassin e Dante Vitalini; è finito con Michele Compagnoni, i “ragazzi” del K2 ed il ricordo di Karl Unterkircher. Nel mezzo il Cerro Torre raccontato da Fabio Salini e Matteo Bernasconi e le avventure di Davide Chiesa. L’edizione 2010 del Film Festival della montagna organizzata dal Cai Valfurva è stata un grande successo…
A testimoniarlo, mercoledì 25 agosto 2010, l’auditorium di Sant’Antonio Valfurva gremito quasi oltre le possibilità. “Dovete dire al sindaco di questo paese di ampliarlo” ha scherzato il primo cittadino Gianfranco Saruggia, plaudendo all’iniziativa del Cai e salutando gli ospiti dell’ultima, straordinaria serata. Una serata che ha ricordato, a due anni dalla tragica scomparsa, Karl Unterkircher, l’alpinista altoatesino che ha realizzato per primo la doppia salita a Everest e K2 nell’estate del 2004 nel corso della spedizione celebrativa di cui facevano parte gli “arrampicatori” dell’Alta Valtellina Marco Confortola, Enrico Lazzeri, Adriano Greco, Ugo Giacomelli e Michele Compagnoni.
E proprio al pronipote di Achille Compagnoni è stata dedicata la prima parte della speciale serata promossa dalle sezioni di Bormio, Valdidentro e Valfurva del Club Alpino Italiano.
Ad aprire l’incontro è stato il coro Bajona di Bormio che ha proposto alcuni dei classici della montagna compreso quel “Signore delle Cime” che si dedica agli uomini della montagna che non ci sono più. Il breve, ma applauditissimo, concerto ha fatto da preludio all’incontro con “i ragazzi” della spedizione K2 2004: assente Marco Confortola, in montagna per una ascensione, c’erano invece Giacomelli, Greco, Lazzeri e Compagnoni. Doveva esserci anche Silvio “Gnaro” Mondinelli per ricordare Karl; il brutto tempo lo ha però costretto a rinviare alcune riprese televisive e quindi saltare l’incontro in Valfurva.
Michele Compagnoni, stavolta, era l’ospite d’onore…
“E’ lui che ha accompagnato me sul K2 – ha ricordato Ugo Giacomelli, conquistatore della vetta nel 2004, parlando di Michele – nella più bella esperienza della mia vita alpinistica”. Adriano Greco ricorda “un allievo davvero promettente, forte e capace” e quel soprannome “lo squalo” che lo ha caratterizzato nei primi anni di attività. Enrico Lazzeri rammenta le esperienze sci alpinistiche e “un grande Mezzalama disputato insieme nel recente passato”. Un altro campione della montagna, il pluri iridato Marco De Gasperi, ha partecipato all’incontro che ha svelato a tutti qualcosa di più di un alpinista, Michele Compagnoni, che non fa dell’esternazione la sua migliore arte.
Michele – da pochi giorni papà di Anja, la figlia avuta dalla compagna Marika – avrebbe probabilmente voluto raccontare la spedizione alla inviolata Nord del Gasherbrum I a cui a dovuto rinunciare prima dell’estate a causa di un infortunio. Ha presentato invece la sua ultima felice ascensione himalayana, quella allo Shisha Pangma avvenuta nel mese di maggio di quest’anno. Poche parole a commentare le immagini, quasi non fosse necessario aggiungere altro agli scatti che hanno raccontato la scalata alla cima che per la spagnola Edurne Pasaban, in quella stessa occasione, ha rappresentato il 14° sigillo personale.
A chiusura del suo racconto, anticipando il filmato, Michele ha ricordato, commosso, l’amico e compagno di cordata Karl Unterkircher: “dovevo esserci anch’io in quella spedizione al Nanga Parbat dove ha perso la vita, ma non sono potuto partire. E’ stato e sarà sempre un grande della montagna”. Poi Michele si e seduto sul pavimento (non c’era più un posto in auditorium) e si è rivisto il filmato che racconta la storia di Karl, le testimonianze di tanti amici e Michele Compagnoni che commentava “un compagno così, adesso, dove vado a trovarlo?”.
Armando Trabucchi
Per commentare l'articolo è necessario essere registrati.
