
La vicenda dei (per ora presunti) finanziamenti provenienti dall’emendamento alla finanziaria sullo sfruttamento idroelettrico comincia a dare i primi frutti, e chissà quanti ne vedremo in futuro…
In diversi articoli, apparsi negli ultimi giorni su questo ed altri giornali, si leggono prese di posizione, dichiarazioni di intenti e precisazioni provenienti da più parti, volte in sostanza a mettere le mani avanti da un lato per rivendicare i meriti, dall’altro per evidenziare che “siamo tutti uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri”, dall’altro ancora per iniziare a prendere posto (e posti!) nelle poltrone da cui verrà deciso il destino della (per ora presunta…) montagna di euro che tra poco pioverà sulla nostra provincia.
Già, perchè pare che di montagna si tratti, visto che (come riferito in un precedente articolo) si parla di 500 milioni di euro all’anno, ossia la bellezza di 2.744,16 euro all’anno per ciascuno dei 182.205 abitanti della provincia.
Ma, come purtroppo spesso accade, questa manna – che poi tanto manna non è, visti i sacrifici in termini di territorio ed anche di vite umane pagati dalla nostra terra – rischia di trasformarsi in peste: perchè dai litigi, dall’arraffa-arraffa, dagli spintoni e dalle coltellate (figurate, si spera) dei più o meno importanti politici di turno si può passare ad una sorta di guerra civile che contrapponga alto e basso, ente ad ente, comune a comune, cittadino a cittadino.
Questo pericolo va, naturalmente, evitato accuratamente. Anzitutto con la trasparenza che – almeno a mio parere – finora è mancata, dicendo chiaramente ed una volta per tutte se questi soldi ci sono, come si calcolano e quindi a quanto ammonta, con ragionevole approssimazione, il totale annuo che la nostra provincia dovrebbe ricevere.
Poi definendo dei criteri di distribuzione, visto che evidentemente lo sfruttamento idroelettrico non ha pesato allo stesso modo su tutti i Comuni della provincia.
Da ultimo, ma non ultimo, individuando quali sono le priorità generali in termini di lavori pubblici. E qui va certamente messa al primo posto la viabilità, ma non dimenticherei il rischio idrogeologico e non sottovaluterei la possibilità di migliorare il trasporto ferroviario, anche con l’allungamento fino a Bormio (e, chissà, magari oltre…) della linea Sondrio-Tirano. Ma forse proprio su questa partita si vedrà la capacità e la lungimiranza dei nostri politici: saper individuare pochi, essenziali, punti e su questi concentrare forze e risorse. Perchè la dispersione a pioggia non potrà che portare a risultati deludenti o, peggio, alla guerra civile.
Renato Fuchs
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15 agosto 2010 - 17:24
D’accordo con te,Renato,ma non e’ eccessivo il termine “guerra civile”?
Prinster Enrico
16 agosto 2010 - 10:38
Lo spero…
In effetti il titolo voleva essere provocatorio, allo scopo sia di stimolarne la lettura (ed i commenti) sia di ricevere qualche smentita o impegno da parte degli amministratori.
Falliti entrambi gli obiettivi…
C’è da chiedersi, come mi pare Tu abbia fatto anche in altre occasioni, se queste faccende interessino o se ormai la “coscienza civile” sia soltanto un concetto vuoto, in una società in cui da un lato Grandi Fratelli ed Isole varie sono diventati dei pilastri e, dall’altro, cricche, appartamenti in Italia e all’estero, intrellazzi di ogni tipo sembrano essere di base per ogni attività politica.
Allora davvero parlare di guerra civile sarebbe eccessivo… Già tanto potrebbe essere qualche debole, casalingo, improperio contro la solita gestione miope delle risorse.
Un caro saluto
Renato Fuchs
16 agosto 2010 - 20:15
Non voglio essere scortese con gli altri visitatori parlando solo con te , ma noto che questo argomento ci trova quasi soli. Quattro chiacchere con te le farei volentieri . E’ con grande delusione che mi accorgo del diffuso disinteresse su questi temi. Ma e’ mai possibile che con tanta carne al fuoco ci si deve ridurre a parlarne cosi’ poco? Un appello agli altri utenti: fuori dal comodo guscio! Quelli della nostra generazione hanno trovato parecchie comodita’,grazie a chi si e’ messo in gioco per noi. Non dovrebbe essere nostro dovere togliere il sedere dal burro a favore di chi ci seguira’ nel tempo? O forse e’ meglio vivacchiare di farfalle propinateci da chi vuole proprio questo? Possibile che la Storia non insegni nulla? Un commento come il tuo dovrebbe scatenare un putiferio . Me lo auguro per amore di chi seguira’ . Prinster Enrico.
17 agosto 2010 - 19:53
Enrico,
non trovo scortese nei confronti di nessuno scambiare commenti… E poi non è detto che qualcuno li legga!
Sono d’accordo con quello che dici: purtroppo ci troviamo in una fase storica in cui si ha l’impressione che non valga più la pena darsi da fare ed interessarsi della “cosa pubblica” o, peggio, che chi lo fa abbia secondi fini.
Purtroppo molto spesso è proprio così, quindi non si può dar torto a chi lo pensa…
Ma come fare a cambiare le cose? Io penso che in fondo stiamo tutti troppo bene e che quindi non abbiamo molti stimoli… Se così fosse bisognerebbe augurarsi che vengano le vacche magre…
Un caro saluto
Renato Fuchs
17 agosto 2010 - 22:13
Buonasera, 223 visite sono ancora poche, tenendo conto che probabilmente una decina sono mie. Capito spesso ad aprire gli articoli che mi interessano. Vediamo se l’argomento si sviluppa un po di piu’. Intanto agosto sta passando velocemente e si dovra’ presto tornare al lavoro in ambito amministrativo. Non che ultimamente abbiano tutti dormito ma sicuramente c’e’ stato un calo di attivita’. Nel mio piccolo cerchero’ di tenere calda la questione anche se nutro qualche dubbio sull’ interesse generale.Le vacche magre non sono mai auspicabili secondo me. Dalla mia modesta esperienza credo siano nefaste sempre e sopratutto a chi fa gia’ fatica a tirare avanti. Conosco di persona gente che da un po ditempo a questa parte non dorme sonni tranquilli per la penuria di lavoro. Mi dispiacerebbe se la situazione andasse a deteriorarsi ulteriormente. Penso ai giovani che non avendo un futuro economico sono bloccati gia’ ora. penso anche ai famosi over 50 che non sanno come raggiungere l’eta’ della pensione con un minimo di sicurezza. Qui da noi si dice che si sta ancora bene ma io non ne sono del tutto convinto per il semplice fatto che non ci vorrebbe molto a stare un poco meglio. Finora mi rendo conto di essere stato un po sul vago. Se l’argomento dovesse avere un seguito non e’ detto che affiorino delle idee piu’ concrete. Tutto sta alla partecipazione di piu’ gente possibile. Poche voci non hanno mai risolto un granche’ ma se si muove un certo numero di persone di sicuro qualcosa cambiera’. Prinster Enrico.