Collegamenti: Confindustria Sondrio spinge per il traforo del Mortirolo
4 agosto 2010
Paolo Oberti

Paolo Oberti

SONDRIO – Sostegno convinto all’ipotesi di traforo del Mortirolo, “un’opera sempre più necessaria” afferma Paolo Oberti, Presidente della Sezione Trasporti di Confindustria Sondrio “non solo in una logica di decongestionamento del traffico sulle strade valtellinesi, ma anche perché rappresenterebbe l’unica reale alternativa alla SS36 per l’accesso alla nostra provincia. Un pericoloso collo di bottiglia emerso in tutta la sua drammaticità lo scorso mese di gennaio, quando la nostra valle rimase isolata a causa della frana di Varenna che provocò danni ingenti a tutti i comparti dell’economia locale: industria, trasporti, turismo”.

Il progetto della grande viabilità di accesso alla Valtellina, con l’importante prolungamento della SS38, viene incontro alle criticità sollevate ma non è in grado di risolverle per intero. “Elevato numero degli accessi laterali alla SS38, proliferazione di rotatorie oltre ogni ragionevole limite – prosegue Oberti – sono tutti problemi che rendono la circolazione dei mezzi in provincia di Sondrio non solo drammaticamente lenta, ma anche meno sicura. Senza dimenticare che ormai fermarsi con gli automezzi pesanti per rispettare i limiti di legge, sempre più stringenti, sulle ore di guida e riposo è veramente difficile”.

Paolo Mainetti

Paolo Mainetti

“Sappiamo che è in corso un’analisi di fattibilità congiunta da parte delle Amministrazioni Provinciali di Sondrio e di Brescia. Noi di Confindustria siamo fortemente interessati – sottolinea il numero uno degli Industriali, Paolo Mainetti – e sosteniamo l’ipotesi forte del traforo stradale, l’unica soluzione capace di imprimere una svolta e creare un forte impulso di sviluppo del territorio. Seguiamo da vicino lo svolgersi dell’iter, augurandoci che vengano ripresi in esame anche gli studi realizzati in passato, e che questa sia davvero la volta buona. Serve inoltre lavorare anche su altri fronti: il trasporto intermodale, con il nuovo scalo di Tirano ed il potenziamento della linea ferroviaria esistente, ed i grandi corridoi alpini”.
Il settore dell’autotrasporto rimane centrale per una valle come la nostra dove gran parte delle merci viene tuttora movimentata su gomma. Con la violenta crisi finanziaria che ha investito i mercati mondiali a partire dalla fine del 2008, tutti i settori produttivi sono entrati in una spirale recessiva da cui solo ora stanno uscendo con grande fatica. “Logico che i fornitori di servizi, come gli autotrasportatori, abbiano subìto un forte impatto -  continua Oberti – stretti come sono tra l’incremento dei costi imposto da nuove leggi sempre più rigorose, la concorrenza sleale di operatori stranieri (e non solo) che non rispettano le regole e la committenza che chiede continuamente riduzioni tariffarie. Anche in provincia abbiamo un numero eccessivo di aziende e automezzi, ed è fatale che qualche autotrasportatore finisca per scendere a patti. A partire dal legislatore, tutti parlano di sicurezza sulle strade, ma poi quando si deve mettere mano al portafoglio l’importante è che costi meno”.
L’autotrasporto locale “va certamente difeso, e siamo pronti a sederci, anche insieme alla committenza, all’eventuale tavolo che si andrà a costituire in Camera di Commercio – conclude Oberti – ma una fase di ristrutturazione è oggettivamente inevitabile. Pure nel nostro settore, in provincia di Sondrio come altrove, c’è bisogno di operatori più strutturati che siano in grado di offrire un servizio di qualità, a costi competitivi ma che consentano il totale rispetto delle normative vigenti in materia”.

A cura di Fulvia Canovi

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