Ma chi è veramente razzista?
11 marzo 2010

CLAMOROSO: SECONDO IL TRIBUNALE DI MILANO E’ RAZZISTA CHIEDERE LA CITTADINANZA ITALIANA AGLI STUDENTI. E ALLORA PERCHE’ E’ TASSATIVA PER IL CONCORSO A MAGISTRATO?

18 del 11.3.2010 Nota del Comitato Cittadini Consumatori Valtellina

Il Tribunale di Milano ha confermato il provvedimento negativo nei confronti della Provincia di Sondrio perché nei requisiti per ottenere l’alloggio aveva richiesto agli universitari la cittadinanza italiana. E lo ha motivato così: “Il criterio selettivo della cittadinanza si traduce in fatto in un fattore discriminante su base etnica e razziale, stante la notoria appartenenza di un numero significativo di stranieri a etnie diverse da quella autoctona”.

Nel bando del Concorso, per esami, a 500 posti di magistrato ordinario indetto con decreto ministeriale 27 febbraio 2008. leggiamo testualmente all’art. 2 del Bando:

Requisiti per l’ammissione al concorso:

Per essere ammesso al concorso e’ necessario che l’aspirante:

a) sia cittadino italiano (sono equiparati ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica);

b) ……

Il CCCVa si chiede se il Tribunale di Milano non debba pertanto procedere contro il Ministero di Grazia e Giustizia e, per la connessione, contro il Consiglio Superiore della Magistratura, perché con il requisito richiesto all’art. 2 “Il criterio selettivo della cittadinanza si traduce in fatto in un fattore discriminante su base etnica e razziale, stante la notoria appartenenza di un numero significativo di stranieri a etnie diverse da quella autoctona”.

Si attende, possibilmente, risposta

X il CCCVa: Alberto Frizziero

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1 commento “ Ma chi è veramente razzista?”

  1. Carlone

    E’ più che comprensibile che la Repubblica Italiana richieda lo status di proprio cittadino a coloro che intendono accedere alla magistratura, ovvero al suo potere giudiziario. Allo stesso modo lo stesso requisito è richiesto a chi aspira a far parte del Parlamento (potere legislativo) o del Governo (potere esecutivo). Non è invece comprensibile l’allargamento agli “italiani non cittadini”, un tempo chiamati “italiani non regnicoli”, se non sulla base di una mera discriminazione etnica. In base a ciò uno svizzero di Poschiavo potrebbe accedere alla magistratura italiana, mentre uno di Pontresina no!

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