SONDRIO – “Chiedere il requisito di cittadinanza italiana è un reato?”. Se lo chiede il presidente della Provincia di Sondrio, Massimo Sertori, all’indomani della sententa del Tribunale di Milano che ha condannato la stessa amministrazione perchè aveva deciso di limitare ai residenti nella provincia di Sondrio l’accesso alla residenza alloggio per gli studenti universitari a Milano dalla stessa provincia realizzata.
“Il criterio selettivo della cittadinanza si traduce in fatto in un fattore discriminante su base etnica e razziale, stante la notoria appartenenza di un numero significativo di stranieri a etnie diverse da quella autoctona”. Questo il provvedimento emesso dal Tribunale di Milano in sede di reclamo in data 4 febbraio 2010. E di seguito le riflessioni del Presidente della Provincia di Sondrio in merito ai recenti articoli apparsi sulla sentenza di condanna dell’Ente per il bando di assegnazione degli alloggi di Milano riservati agli universitari.
Prendo atto, questo il commento del Presidente della Provincia Massimo Sertori, che secondo il Tribunale chiedere la cittadinanza italiana come requisito per poter accedere al bando di assegnazione degli alloggi a prezzi agevolati riservati agli studenti universitari di Valtellina e Valchiavenna che frequentano gli Atenei di Milano è discriminatorio e razzista.
Personalmente – dichiara il Presidente – non mi sento responsabile di alcun tipo di discriminazione, tanto meno mi sento razzista, né mi sembra scandaloso aver voluto dare unapossibilità a tutti gli studenti della mia terra, quindi residenti in provincia di Sondrio e aventi cittadinanza italiana.
Ricordo, inoltre – ribadisce Sertori – che la cittadinanza italiana può essere attribuita a tutti coloro i quali ne abbiano i requisiti e certamente non in relazione alla razza, al credo religioso e alla provenienza.
Rispetto la sentenza del Tribunale – aggiunge il Presidente della Provincia – ma farò tutto ciò che mi sarà possibile in ordine politico per potare avanti un’istanza che ritengo legittima, corretta e dignitosa.
Mi risulta, inoltre – prosegue Sertori – che il requisito di cittadinanza italiana e ora anche europea sia richiesto per poter accedere a molti bandi e concorsi, per esempio quelli riservati ai magistrati.
Il Presidente aggiunge poi un’altra considerazione in merito alla quale la nota vicenda riguarda l’assegnazione di alloggi riservati agli universitari – giovani quindi che hanno già assolto all’obbligo scolastico – e non certo a questioni relative ai più importanti bisogni primari.
Questo è il mio pensiero – conclude Sertori – lascio ai valtellinesi e agli italiani trarre le loro conclusioni.
Ufficio Stampa Provincia di Sondrio
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12 marzo 2010 - 02:05
Francamente non voglio entrare nel merito di questioni etiche e raziali, ma se si realizza una struttura per agevolare una determinata fascia di cittadini (in questo caso valtellinesi e valchiavennaschi) il provvedimento di limitare l’accesso a tale servizio lo vedo come più che legittimo.
Ad esempio i bandi di concorso per l’assegnazione delle case di edilizia economico popolare funzionano in modo similare, viene attribuito un determinato punteggio in base ai requisiti del candidato, le modalità di assegnazione dei punteggi sono solitamente strutturate per favorire i residenti, assegnando un determinato numero di punti anche in base a gli anni di residenza posseduti dal richiedente.
Da profano in materia leggendo l’articolo mi è sorto quindi il seguente dubbio: non è possibile istituire di una determinata graduatoria per l’utilizzo della residenza per studenti in modo similare a quella utilizzata per i bandi di concorso precitati?
Cordialmente
Oscar Cola