Martedì 2 marzo a Brescia il Prefetto di Brescia, Dr.sa Narcisa Brassesco, consegnerà 140 Medaglie d’Onore ad altrettanti deportati e internati della 2ª Guerra Mondiale. In molti casi si tratterà di consegne alla memoria, fatte nelle mani dei famigliari, ma diversi sono anche i sopravvissuti al terribile evento bellico e alle sue dure conseguenze, prima fra tutte la prigionia in Germania.
Tra i sopravvissuti c’è l’artigliere alpino (Divisione Tridentina – Gruppo Vicenza – Batteria 20) Battista Stefanini di Córteno Golgi, classe 1922, che è ancora in discreta salute e vorrebbe proprio essere in Prefettura a Brescia martedì, per “essere insignito della Medaglia d’Onore conferitaLe con Decreto del Presidente della Repubblica”.
Anche se si tratta di un simbolico e per certi versi tardivo riconoscimento, che di certo non lenisce i dolori e le privazioni subite, esso è significativo del riconoscimento a questi eroici combattenti, mandati a patire e spesso a morire su fronti lontani – per tutte si ricordi la durissima battaglia di Nikolajewka (Battista c’era) – e poi a subire le angherie e lo sfruttamento della Germania nazista. Un’altra epoca, certo, ma era solo 65-69 anni fa.
Le Medaglie d’Onore vengono assegnate a chi, deportato o internato o discendente, ne faccia richiesta ai sensi della Legge n. 296/2006 (art. 1 commi 1271-1276). Non è il primo lotto di consegne e non sarà l’ultimo. Chi non avesse ancora presentato domanda può farlo anche con l’aiuto dell’ANRP (Associazione Nazionale Reduci Prigionia (www.anrp.it).
A cura di Antonio Stefanini
(nella foto l’artigliere alpino Battista Stefanini a Vipiteno (BZ) poco prima dell’internamento in Germania nel settembre 1943)
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