SONDALO – Il presidente della provincia di Sondrio seduto accanto al sindaco di Sondalo nel corso di un consiglio comunale: non era mai accaduto prima. Giovedì 25 febbraio 2010 potrebbe essere ricordata come una delle tappe importanti sul cammino del rilancio dell’Ospedale Morelli anche per questa presenza istituzionale in una sede istituzionali. Con il presidente Massimo Sertori, alla riunione straordinaria richiesta dalla minoranza La Svolta, era presente anche l’assessore Giuliano Pradella.
Un consiglio comunale straordinario che il sindaco Luigi Grassi – lo ha detto in apertura dell’incontro – avrebbe voluto convocare dopo l’incontro che è stato programmato per oggi (26 febbraio 2010) a Milano con tutte le istituzioni regionali e provinciali, oltre alle organizzazioni dei lavoratori. Ma la seduta è stata voluta dalla minoranza La Svolta che ha chiesto di conoscere e di far sapere ai cittadini cosa si sta facendo per il Morelli.
Angela Castelli ha presentato la richiesta di convocazione della seduta straordinaria del consiglio; e il capogruppo de La Svolta, Nicola Amato, ha evidenziato le ragioni che hanno motivato la richiesta di convocazione del consiglio sottolineando come “la politica è chiamata ad individuare quali sono realmente le priorità rispondendo realmente ai criteri del bene comune”
Nel suo intervento – e lo ha precisato riferendosi anche all’indicazione del prefetto durante la campagna elettorale per le elezioni regionali 2010 – il sindaco Luigi Grassi ha evitato di “discutere di politica; parliamo di quello che abbiamo fatto, concretamente, sino ad oggi per l’ospedale Morelli”. Grassi ha parlato dello sforzo compiuto per far cambiare alle istituzioni la “percezione di Sondalo come un ospedale di zona”. Una azione che ha trovato come preziosa alleata la Provincia di Sondrio che ha capito come “il rilancio della sanità provinciale deve partire proprio da Sondalo”. Al riguardo ha ricordato come anche l’accordo di governo in Comunità Montana Alta Valtellina abbia messo l’Ospedale Morelli al primo punto. Durissimo il sindaco Grassi è stato con i vertici dell’Azienda Ospedaliera di Valtellina e Valchiavenna: “abbiamo dovuto impegnarci a fondo per provare a rimuovere la sciagura che l’Aovv ha lasciato sul territorio di Sondalo” con azioni che sistematicamente hanno svilito ed impoverito la struttura (l’assessore Pradella al riguardo ha parlato di precisi impegni anche finanziari non rispettati).
Una battaglia politica ed istituzionale, quella di Sondalo, che ha trovato nel presidente della Provincia Massimo Sertori un “prezioso alleato; la Provincia avrebbe potuto nascondersi ancora dietro alla non competenza in materia di sanità, ma non lo ha fatto e dobbiamo riconoscerlo. Ha dimostrato nei fatti di come, se si presenta compatto, il territorio non può non essere ascoltato”.
Insomma il sindaco Luigi Grassi ha mostrato di essere convinto che le istituzioni regionali hanno compreso “che dietro a questa rivendicazione non c’è solo Sondalo, ma tutta la provincia; ma dovremo lavorare ancora per molto tempo”.
L’assessore Luigi Mescia, a cui è andato il plauso anche di Nicola Amato, ha ricordato le tappe del cammino sino ad oggi compiuto sottolineando come “oggi evidenziamo un cambiamento di attenzione che non c’era mai stato prima; abbiamo intavolato rapporti con tutti per cercare di raggiungere il nostro obiettivo, continueremo a discutere ed a confrontarci, raccogliendo strada facendo ogni tipo di proposta che possa servire alla causa”.
Mescia ha ricordato i quattro punti chiave si cui si sta lavorando: la scuola infermieri da Faedo a Sondalo; la manutenzione dei padiglioni non utilizzati; il rilancio (qualità prima che quantità) del ruolo del Morelli a fronte nella cura della TBC; la sperimentazione nel campo della riabilitazione attraverso programmi mirati. “Non lasciamo nulla a l caso e nulla di intentato: oggi ribadiamo che è stato fondamentale aver aperto un autorevole canale di confronto istituzionale dentro il quale ci siamo tutti”.
Amato ha considerato molto positivo il fatto di aver aperto un tavolo di confronto in Regione, ma ha osservato come il progetto di legge proposto dall’iniziativa di Mescia è stato accantonato èd ha chiesto maggiori dettagli sulle ipotesi di intervento di privati. Mescia ha risposto sostenendo che il progetto di legge non è stato sconfitto e che l’interventoi dei privati è da considerare come ulteriore possibilità di intervento per il rilancio del Morelli soprattutto nell’ambito della riabilitazione.
Il presidente della provincia Massimo Sertori ha voluto mettere subito l’accento sul tema della condivisione degli intenti e degli obiettivi: “se il territorio tralascia elementi di divisione – ha detto – privilegiando quelli che lo uniscono è capace di ottenere grandi risultati. Le diversità politiche stanno bene, ma quando si tratta di progetti che valgono per tutti non ci sono appartenenze, serve condivisione. E la provincia di Sondrio mai come oggi ha bisogno di essere unita: evitiamo di essere i primi autolesionisti. La Valtellina è una terra bellissima, ma la montagna è difficile e la Regione deve capire che su questo territorio le logiche economiche non possono reggere; non è campagna elettorale, è una rivendicazione che dobbiamo promuovere insieme. Io non faccio calcoli da questo punto di vista: siamo amministratori al servizio dei cittadini e dobbiamo comportarci di conseguenza”.
Il presidente Sertori è entrato nel merito anche del piano per il Morelli “che è stato condiviso da tutto il territorio e sottoscritto dalla conferenza dei sindaci della provincia: sappiamo che la strada è lunga, ma proprio perchè questo è un progetto condiviso non possiamo aspettare dopo le elezioni ad iniziare a percorrerla”. Su Faedo ha detto: “una scuola infermieri dove c’è un ospedale non è una scelta politica, è semplicemente una decisione intelligente”. Sulla sistemazione dei padiglioni: “a prescindere da cosa si farà, il patrimonio pubblico bisogna conservarlo, a che se non tutti la pensano allo stesso modo”. Sulla questione Tbc: “il Morelli è sempre stato all’avanguardia e non si deve disperdere questo patrimonio”.
L’assessore Giuliano Pradella, ultimo direttore Sanitario del Morelli ha sottolineato la capacità delle istituzioni locali di trovare intesa su un documento molto importante “che non è soltanto un lungo elenco di richieste, ma un programma preciso”. Dura la critica a quanto è stato fatto negli ultimi anni, dalla non attuazione degli impegni assunti con il piano del 2004 passando per la progressiva disattenzione verso il Morelli con il trasferimento di tutta la cabina di regia a Sondalo: “il Morelli non può essere telecomandato da lontano, è il più grande ospedale della provincia ed è quello che ha più fatturato!”.
Paolo Baldaccini, capogruppo di Progetto Sondalo, dopo aver ricordato che “convocare i consigli comunali anche per informare è compito della maggioranza, che dovrebbe farlo senza richieste della minoranza”, ha preso atto del consenso ampio intorno al documento sul Morelli e soprattutto ha preso atto che “Massimo Sertori è il primo presidente della Provincia di Sondrio che si presenta al consiglio comunale di Sondalo per parlare dell’Ospedale”. Ma non ha marcato di evidenziare le dissonanze in seno alla politica, anche. “Ci troviamo oggi di fronte ad una proposta concreta e verificabile”.
Nicola Amato ha confermato l’apprezzamento per il lavoro della Provincia rivendicando il merito di aver fatto convocare il consiglio per fare il punto della situazione.
Una situazione che, però, è in continua evoluzione, a partire dall’incontro di oggi (26 febbraio 2010) in Regione. Ci sono spazi di manovra importanti, ci sono soprattutto condizioni nuove per lavorare sul rilancio del Morelli facendo da un lato riferimento alla storia ed alla tradizione della struttura e puntando dall’altro su possibilità capaci di aprire prospettive nuove (dalla scuola infermieri ai centri di ricerca universitaria). Chiudendo il consiglio, però, il sindaco Grassi è tornato ad accusare duramente i vertici dell’Azienda Ospedaliera colpevoli con la loro gestione di aver “avvilito il Morelli”.
Armando Trabucchi
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