BORMIO – Una serie di stazioni di rilevamento sui principali corsi d’acqua del territorio protetto che invieranno le informazioni ad una apposita banca dati: ecco, in parole semplici, la rete idrometrica del Parco Nazionale dello Stelvio, che il comitato di gestione per la Lombardia ha deciso di realizzare grazie al finanziamento della Provincia di Sondrio ed alla regia tecnica e scientifica dell’Università degli Studi di Milano.
Il progetto è stato presentato nel corso della riunione di questa mattina (30 ottobre 2009) dell’organo di gestione del settore lombardo del Parco Nazionale dello Stelvio. “Abbiamo avuto la possibilità di ottenere un finanziamento da parte della Provincia di Sondrio – hanno spiegato i vertici del Parco – su progetti che sino ad oggi erano soltanto sulla carta. Ora possono diventare operativi grazie ad uno stanziamento di 80.000 euro”.
Lo scopo principale del progetto è quello di “realizzare una rete di rilevamento e monitoraggio – ha spiegato il prof. Claudio Smiraglia, docente dell’Università di Milano e membro del comitato di gestione – dei bacini idrografici che rientrano nel territorio del Parco. Appositi sensori verranno posizionati in punti chiave ed acquisiranno quotidianamente i dati fondamentali, in particolare flusso e portata”.
Sino ad oggi la gran parte delle ricerche effettuate – il riferimento è andato in modo particolare al cosiddetto “progetto Risorsa” – non è stata calata nella realtà e non ha saputo dare indicazioni e risposte concrete ad altrettanto concrete domande formulate non soltanto da Parco dello Stelvio. “La tutela delle acque è uno degli impegni fondamentali per il Parco dello Stelvio; impegno che – hanno evidenziato i vertici del Parco dello Stelvio – non può essere mantenuto se non abbiamo a disposizione dati certi ed informazioni aggiornate”. L’obiettivo è quello di disegnare il quadro reale della situazione idrografica del Parco dello Stelvio, sia a livello di sorgenti che di fondovalle, naturalmente valutando e considerando la presenza dei bacini e degli impianti idroelettrici. “Vogliamo avere in mano, fatta dal Parco, la fotografica della situazione delle acque nel Parco. Vogliamo conoscere in prima persona – ha detto il prof. Smiraglia – come stanno le cose attraverso sensori che andremo a posizionare in varie aree, in particolare in Val Cedech, nella Valle dei Forni, nella Valle del Gavia, nella Valle del Braulio. Il Parco è il committente del progetto all’Università ed il partner scientifico; verrà creata una banca dati permanente attraverso la quale conoscere, studiare, approfondire l’intera questione”.
Un progetto pratico, conoscenza che viene poi divulgata… Troppo spesso i grandi progetti di ricerca consumano risorse per diventare grandi libri che occupano scaffali senza essere realmente a disposizione di tutti. L’obiettivo di questo progetto – i presidenti Saruggia e Tomasi hanno sposato la tesi Smiraglia – dovrà essere prima di tutto quello di fornire la massima conoscenza della preziosa risorsa acqua dentro il Parco dello Stelvio.
Armando Trabucchi
Per commentare l'articolo è necessario essere registrati.
