Valdidentro, Alta Valtellina, Valtellina...

Valdidentro, Alta Valtellina, Valtellina…

“Qual è il Marchio di Destinazione del territorio? – mi chiedeva un docente spagnolo di Marketing Turistico in visita ai Bagni e in confusione per le diverse denominazioni che riscontrava sulla comunicazione dell’area- Qual è il Marchio che identifica il territorio ? Bormio ? Valdidentro? Alta Valtellina?”

Imbarazzante spiegare ad un uomo di marketing che una delle più importanti realtà turistiche mondiali non aveva ancora deciso come proporsi al mercato. Sic!!! Un interrogativo che emerge prepotentemente anche oggi in occasione della Gara di Coppa del Mondo di Fondo: Valdidentro, Bormio, Alta Valtellina ?

Un conto è la denominazione geografica, un conto è il Marchio di destinazione alla base di qualsiasi strategia di marketing. L’avevano capito i vecchi che già nei secoli scorsi, sicuramente più illuminati dei moderni, proponevano i Bagni di Bormio anche se amministrativamente in Valdidentro. L’hanno capito gli albergatori che “vendono ” Bormio o Livigno e non Valdidentro, comunque a due passi da Bormio e Livigno. L’hanno capito gli immobiliaristi che promuovono appartamenti a Bormio e non a Valdidentro. L’hanno capito i clienti che vanno in vacanza a Bormio anche se hanno la casa a Premadio, a Isolaccia, a Semogo.

Accade lo stesso in Engadina. Tutti vanno a St Moritz o hanno casa a St Moritz anche se poi risiedono a Silvaplana, a Sils, a Celerina, a Samaden.

Il Marketing insegna che l’utente, per non ingenerare confusione, necessita di un Marchio di destinazione unico. Cosa che oggi il bormiese non ha, ma che deve assolutamente definire. Bisogna imparare dai vecchi. Si mantengano pure le divisioni amministrative, si mantengano i campanili e le parrocchie, che sono tante, ma si assuma un’ unica identità quando ci si propone all’esterno.

Soprattutto si utilizzi il Marchio più conosciuto, Bormio, traino gratuito ai territori circostanti. Nessuno si rende conto quanto costi e quante energie richieda l’ostinazione di proporre una denominazione ancora sconosciuta ai più.

La Coppa del Mondo di Fondo a parer mio doveva rappresentare una importante occasione per promuovere un Marchio di destinazione unico, Bormio, anche se la pista è in Valdidentro. Avrebbe dato più prestigio anche alla manifestazione e non avrebbe rappresentato alcuna novità. Anche la Coppa del Mondo di discesa per il mercato si svolge a Bormio, quando invece il tracciato per l’85% è nel territorio di Valdisotto.

Mario Cotelli

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4 Readers Commented

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  1. wudnik on 16 febbraio 2009

    Finalmente uno che parla chiaro a proposito del nome!!! io mi trovo per lavoro in siberia e pochi giorni fa con grande sorpresa ho sentito un servizio alla radio di Novosibirsk che parlava della nostra zona come di una della piu importanti stazioni nelle alpi del sud (cosi dicevano…non me ne voglia bossi)e hanno descritto veramente bene le numerose offerte turistiche ma ogni 3 x 2 cambiavano il nome Bormio Alta Valtellina alpi Lombarde Livigno Stelvio ecc. ecc. con me c’erano degli amici russi e (inutilmente)orgoglioso di sentir parlare della mio paese a 7000 kl di distanza ho chiesto loro un commento…… nessuno aveva capito dove si trovavano tutte quelle località…..ho dovuto spiegar loro che si parlava di una “località unica” nel raggio di pochi kl attorno a Bormio…..e ancor piu difficile è stato spiegare perchè ci fosero cosi tanti nomi per un posto solo,alla fine hanno capito e hanno anche capito perchè per lavorare sono finito in russia………… Ps. tutti conoscono Courchevel e St. Moritz ……….

  2. homoselvadego on 16 febbraio 2009

    non è l’abito che fa il monaco
    potete dare un nome solo a un pezzo di terra, ma se non si mettono d’accordo i contadini che la coltivano sarà sempre una terra con tanti nomi e tanti contadini che cercano di far fruttare il proprio di orticello
    un’unica terra ci sarà solo se si cominciano davvero a condividere idee e progetti, se le risorse saranno egualmente distribuite, se si smetterà di tirare l’acqua solo a qualche mulino…
    ma fino a quando discutiamo di mucche (di gesso) o di neve (sui marciapiedi)… abbiamo poca strada da fare…
    il guaio è che il Padreterno ci ha dato tutti i talenti di questo mondo – e ricchezze uniche – ma in questo posto si continua di vivere solo di rendita…
    non è un problema di nome…

  3. nicola on 16 febbraio 2009

    Circa le divisioni amministrative si veda l’esempio di Madonna di Campiglio, che non è neppure comune ma sorge sui territori di (almeno) due comuni diversi.

    Si potrebbe citare anche l’esempio di Dolomiti Superski, un Marchio che riesce a veicolare l’immagine di località che sorgono in province e regioni diverse (molte delle quali peraltro presenti nella classifica delle migliori località alpine secondo il Touring Club Italiano).

  4. Giorgio on 16 febbraio 2009

    Come hai ragione caro Mario,
    riuscire a superare i campanilismi e a lavorare per un progetto unitario dove al centro ci siano le aspettative del Turista, è un passo che dobbiamo necessariamente fare se vogliamo competere sul mercato invece di sopravvivere.Uno strumento in più nei prossimi mesi che potrà aiutarci a lavorare insieme, sarà l’osservatorio turistico. Grazie alla Comunità Montana, questo progetto ha trovato fondi Regionali e Comunitari(interreg)per realizzare quello che a mio parere è sempre mancato: una modalità di lettura del turismo e non solo, che consentirà poi di fare le scelte che da troppo tempo non si fanno.
    In sintesi, una diagnosi accurata prima della cura.
    A questo progetto dovranno partecipare tutti gli attori principali del turismo: operatori, impiantisti, terme, ecc .

    Mi auguro che anche tu possa dare il tuo contributo così come hai saputo darlo nei anni in cui hai operato a Livigno.

    Giorgio

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