TIRANO – Non sono mancati gli spunti di riflessione offerti dal convegno internazionale proposto a Tirano dal 12 al 15 febbraio, dedicato ai rapporti tra culture e popolazioni delle alpi con evidente e particolare riferimento al comprensorio che unisce Valtellina e Val Poschiavo. Quello dell’Alta Rezia. Obiettivo dichiarato è quello di unire sempre di più le popolazioni alpine per raggiungere importanti traguardi.

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Si sono conclusi sabato scorso a Poschiavo davanti ad un folto pubblico di interessati e addetti ai lavori, i tre giorni del convegno internazionale “Paesaggi senza frontiere. Opportunità per lo spazio economico, sociale e demografico delle Alpi”, organizzato – per iniziativa del ministero dell’Ambiente con l’appoggio di Credito Valtellinese, Società economica valtellinese, Politec, Provincia di Sondrio, Comune di Tirano, Consorzio turistico Terziere Superiore, Regione Valposchiavo, Polo Poschiavo e Ferrovia Retica – allo scopo di promuovere la Dichiarazione “Popolazione e cultura” della Convenzione delle Alpi e individuare le strategie comuni degli Stati partecipanti per facilitare candidature Unesco di siti dell’arco alpino.
Giovedì c’era stata la riunione del Gruppo di lavoro Patrimonio Mondiale UNESCO della Convenzione delle Alpi, che aveva discusso anche della candidatura dei terrazzamenti vitati valtellinesi. Poi, venerdì nella sala CreVal di Tirano, il via ai lavori del convegno, coordinati dall’assessore alla Cultura del Comune di Tirano Bruno Ciapponi Landi, e la successiva escursione di tutti i relatori con il Trenino Rosso sulla suggestiva tratta Tirano-Poschiavo-Alp Grüm.
Infine sabato nel Centro parrocchiale cattolico di Poschiavo sono intervenuti, coordinati dal direttore del Polo Poschiavo Cassiano Luminati, anche il podestà Tino Zanetti, il presidente della Regione Valposchiavo Alessandro Della Vedova, il vicedirettore della Ferrovia Retica Thomas Baumgartner, il prefetto di Sondrio Chiara Marolla e, dopo una intensa giornata di lavoro, per trarre le conclusioni, il preside della facoltà di Scienze Politiche dell’Università Cattolica di Milano Alberto Quadrio Curzio.
Negli interventi di tutti i rappresentanti il desiderio di valorizzare gli aspetti peculiari e storici delle zone dell’arco alpino, come avvenuto in modo determinante con il recente ingresso nel patrimonio dell’umanità del Trenino Rosso del Bernina. Una importante testimonianza è stata portata anche dall’assessore alla Cultura della Comunità montana della Valcamonica Giancarlo Maculotti, che ha parlato della “valorizzazione dei beni culturali”. Proprio come ha più volte sottolineato Ciapponi Landi “il nostro territorio transfrontaliero merita un salto di qualità come espressione culturale, come crocevia storico: questi lavori portano avanti un progetto importante per le prospettive di sviluppo che abbiamo davanti”.
Il sindaco di Tirano Pietro Del Simone ha invece sottolineato che “Tirano guarda con interesse al recente ingresso della Ferrovia Retica nel patrimonio dell’umanità, una straordinaria opportunità per lo sviluppo della nostra vocazione turistica nell’ambito di nuova e lungimirante collaborazione con la Valle di Poschiavo, una collaborazione che affonda le sue radici nei secoli di storia che accomunano le nostre valli”.
Nella sua analisi finale, il professor Curzio ha analizzato il momento di crisi che l’economia attraversa e i suoi riflessi sulle nostre comunità, ricordando la fondazione della Società economica valtellinese, che propose da subito uno Statuto comunitario che fissasse una identità di valle alpina italo-europea per il XXI secolo.
I tre giorni di convegno sono stati tradotti simultaneamente in italiano, francese, sloveno e tedesco a beneficio dei rappresentanti di tutte le nazioni partecipanti. Insomma, Valtellina e Valle di Poschiavo sono sempre più unite in un patrimonio comune di cultura e identità.

Marco Quaroni

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