Volge purtroppo al termine l’ “Anno Internazionale della Patata”, proclamato per il 2008 dall’ONU (vedi il comunicato o il bel sito web). Lo abbiamo colpevolmente saputo soltanto ora, ma da grandi estimatori della Patata, non possiamo che entusiasticamente aderire.
La Valtellina è terra di Patate: per secoli la Patata è stata coltivata sulle nostre montagne, per secoli la nostra gente se ne è nutrita.
La Patata valtellinese non è una Patata qualsiasi: come recitava una pubblicità, “con l’aria di montagna il gusto ci guadagna”: ed in effetti la Patata valtellinese ha un gusto inconfondibile che le viene dall’aria, dalla terra, dall’altitudine.
Il motto scelto dall’ONU per accompagnare il logo è “Tesoro Nascosto”: e mai slogan è stato più pertinente!
La Patata, infatti, è un vero tesoro. Ma, purtroppo, è nascosto. O forse per fortuna, dato che il trovarla è, ogni volta, una grande emozione che riempe il cuore dello scopritore.
Il misero estensore di queste righe non conosce parole adeguate per rendere il giusto tributo alla Patata: lasciamo quindi al grande poeta indiano Rajhiamil Fastullami (1803-1878) la parola:
Ode alla Patata
Piccolo grande tesoro
celato stai agli occhi
e attendi in silenzio
l’attimo luminoso
in cui verrai svelata
Patata
E mai noi potremo
cantare inni e salmi
che riescano a lodare
il tuo grande segreto
la grande tua portata
Patata
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Renato Fuchs
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2 dicembre 2008 - 02:29
Viva sempre la patata.
Dalle nostre parti si dice:
viva la patata e chi la creò,
possa cercarsi chi non la vuole.
Chi ce l’ha e non vuole donarla,
che gli si possa infradiciare
2 dicembre 2008 - 08:41
La patata fu introdotta nel territorio provinciale nell’ Ottocento, con diffusione immediata. Esiste un curioso aneddoto sull’infruttuoso tentativo di introdurre la patata a Livigno, che fu fatto nei primi anni del Novecento, con tuberi da seme provenienti dalla Norvegia, per iniziativa del ministro valtellinese Credaro.
Purtroppo la grande penuria di cibo di quegli anni fece sì che le patate da seme fossero consumate dalla popolazione che preferì il certo per l’incerto. A Livigno infatti si continuò a coltivare la “pasula”, ossia la piccola rapa locale.
3 dicembre 2008 - 00:04
Grazie alla colta Gisi, apprendiamo importanti notizie sulle patate locali. Dato l’argomento, verrebbe da domandarsi se ci possa essere qualche legame tra il consumo di piccole rape – anzichè di patate – e il curioso nome della frazione Trepalle…
13 dicembre 2008 - 16:37
Caro Nostradamus, non penso ci siano rapporti fra la toponomastica di Trepalle e la pasùla. Della piccola rapa parla diffusamente Emanuele Mambretti in un bollettino del Centro Studi Storici Alta Valtellina.
Vi sono notizie davvero curiose sull’uso di questo vegetale e sulle tecniche di macellazione del maiale a Trepalle e Livigno.
Articolo imperdibile, per chi ama l’etnografia.
Basta scaricarlo dal sito Cssav: é volutamente pubblicato tutto, senza diritto d’autore perché chi scrive lo fa da volontario.
Buona lettura!
14 dicembre 2008 - 23:48
Caro Nostradamus,
se tutto prevedi, come il nome evoca, dovresti sapere che sto aspettando la tua nuova provocazione….,alla quale, neanche questa volta, cederò!
T’aspetto al varco!