Lavoratori del Parco

Lavoratori del Parco

BORMIO – Quale futuro si presenta per gli operai a tempo indeterminato che lavorano al Parco dello Stelvio?  Nella riunione di oggi (14 novembre) il Consiglio Direttivo ha esaminato la situazione di quelle persone che, nel 1995, dall’ex ASFD (l’azienda di Stato per le foreste demaniali) sono passate al neonato consorzio. I sindacati hanno diffidato il Parco ad assumere iniziative unilaterali. La decisione di bandire concorsi per coprire quei posti è stata rinviata; il presidente Tomasi spera di trovare una soluzione politica.

Il Parco Nazionale dello Stelvio, per chi non lo sapesse, è nato nel 1935; nel 1951 arriva il primo regolamento, nel 1974 si configura l’ipotesi del consorzio per garantire l’autonomia di Trento e Bolzano, nel 1977 il Parco dello Stelvio si amplia a Cancano, Livigno, Gavia e Sobretta, nel 1992 a Lucca viene siglato l’accordo che porterà dopo 3 anni alla costituzione del Consorzio. In quegli anni non mancarono le contrapposizioni (qualcuno si ricorda lo sciopero dei dipendenti che non percepivano gli stipendi) e le discussioni su ruoli e competenze. L’allora direttore Walter Frigo era tra i candidati alla guida del neonato consorzio, ma altre furono le scelte che determinarono una vera e propria frattura tra vecchia e nuova gestione. In via Monte Braulio a Bormio, la originaria sede del Parco, restò la Forestale (oggi vi ha sede il Coordinamento Territoriale per l’Ambiente che ha regolato i suoi rapporti con il parco attraverso una convenzione annuale); il presidente Annibale Mottana trovò ospitalità nei locali della Comunità Montana assieme ad un gruppo di dipendenti della amministrazione precedente al Consorzio che hanno di fatto costruito il nuovo organismo.
E’ proprio quel passaggio che oggi è posto in discussione. Senza quelle persone il Consorzio non avrebbe potuto muovere i primi passi e crescere; ma quelle persone a tutt’oggi non hanno visto regolarizzata la loro posizione ed ora, dai ministeri di Roma (qualche volta latitanti, il più delle volte straordinariamente lenti nel decidere) arriva un invito perentorio a bandire i concorsi per coprire i posti che sono già coperti.

Nella riunione di oggi, quella che è stata definitiva come una sorta di “imposizione romana” non è stata presa in considerazione dai vertici del Parco dello Stelvio. Il presidente Ferruccio Tomasi ha chiesto al consiglio di sostenerlo nel tentativo di trovare una soluzione politica dopo che i tentativi legislativi (come gli emendamenti alle precedenti leggi finanziarie) sono falliti. Nella nuova legge finanziaria, però, paiono esserci possibili soluzioni; ma i tempi stringono e nonostante la diffida delle organizzazioni sindacali le decisioni dovranno essere assunte in tempi davvero molto rapidi.

Pare invece aver trovato una possibile soluzione la questione legata agli operai stagionali. Sempre da Roma si chiede che i lavori di manuntenzione territoriale vengano affidati all’esterno e non più seguiti da risorse interne del Parco. Soluzione non accettata dai vertici dell’ente – e tantomento dagli operai stagionali – che hanno a più riprese sollecitato le amministrazioni di riferimento. Arriva ora dal riconfermato presidente trentino Dellai, l’annuncio del provvedimento che disponde, per il Trentino, l’assegnazione specifica di finanziamenti per i lavori di manutenzione ambientale nel Parco. Stessa cosa dovrebbe fare Durnwalder, presidente dell’Alto Adige. Si attende che l’assessore regionale lombardo Ponzoni si esprima formalmente sull’argomento dopo che, nella sua recente visita a Bormio, ha manifestato tutta la sua disponibilità.

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