Il Parco approva il progetto cervo

Il Parco approva il progetto cervo

BORMIO – Poco prima delle 16.00 di oggi, con una votazione a maggioranza, il Consiglio Direttivo del Consorzio di Gestione del Parco Nazionale dello Stelvio ha approvato il “progetto cervo”. Tecnicamente definito “piano di conservazione e gestione del cervo”, il programma prevede un prelievo selettivo nella popolazione dei grandi ungulati in particolare nell’area della Valfurva.

Non c’è stato un voto unanime, così come era accaduto a fine ottobre per il Comitato di gestione della Lombardia che ha approvato lo stesso piano [ma nella seduta odierna sono stati approvati altri tre piani che riguardano la Val di Sole in Trentino e l’area Gomagoi-Tubre in Alto Adige]; contrario Damiano Di Simine, rappresentante di Legambiente, si è astenuto Gianmaria Bordoni, rappresentante della Regione Lombardia e non ha partecipato al voto (tranne che per l’area altoatesina) Gianfranco Tosi, rappresentante nel direttivo degli istituti di ricerca ma anche estensore del piano.
Non v’è stata alcuna discussione sui contenuti tecnici del piano e sui programmi, compresa la tempistica ed i numeri di ungulati da abbattere. L’intero dibattito ha invece riguardato la necessità o meno di procedere con una VAS, ovvero “valutazione ambientale strategica”, che dovrebbe completare l’esame dell’intero provvedimento con ulteriori confronti e contributi.
“Al piano hanno lavorato – ha detto il presidente del consorzio Ferruccio Tomasi – i migliori esperti che già si sono confrontati anche con le associazioni ambientaliste, anche se queste oggi lanciano attacchi gratuiti a questo strumento riportando pure informazioni errate”. Non hanno ritenuto necessaria la Vas nemmeno i trentini e gli altoatesini, questi ultimi a sostenere la bontà di un programma da loro già intrapreso [e con numeri decisamente più alti] a partire dal 2000. Per il presidente del Comitato Lombardo Gianfranco Saruggia il “piano va approvato perchè ce lo chiede la gente, ma non mi sento di escludere la possibilità di effettuare prima dell’approvazione la valutazione ambientale”. Sulla stessa lunghezza d’onda Gian Maria Bordoni che ritiene, dopo tutto quello che è accaduto per i Mondiali del 2005, importante seguire tutte le procedure, compresa in questo caso la “valutazione strategica”.
Il direttore del Parco Platter ha ricordato l’esperienza altoatesina per la quale non è stata necessaria nessuna VAS (all’epoca non preventivata) e come lo stesso piano di gestione sia stato approvato in tutte le risultanze dal ministero e dai competenti organi di controllo.

Sull’argomento ritorneremo con altre informazioni

Leggi anche l’articolo “Cervi, mucche, uomo, natura e… giornali

Armando Trabucchi

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