Comitato a Bormio

Comitato a Bormio

BORMIO – Una giornata importante per il territorio lombardo del Parco Nazionale dello Stelvio. In particolare per la Valfurva ed i settori dell’Alta Valtellina per i quali – lo prevede il piano approvato oggi pomeriggio – scatterà a breve il “piano di gestione” del cervo.

In Alto Adige il selecontrollo, ovvero piani di abbattimento controllati, effettuati da cacciatori appositamente preparati, gestito dal Parco dello Stelvio e monitorato dalla Forestale avviene da quasi 10 anni. Modalità operative e numeri sono indicati in un preciso piano di gestione. Ora anche l’Alta Valtellina, dopo non poche discussioni e valutazioni, ha il suo “piano di gestione” che prevede, già a partire dal prossimo anno, un prelievo di 100 cervi all’anno per due anni, poi di 245 all’anno per tre anni ed a seguire di circa 150 ogni anno.
Non caccia, neppure di selezione, anche se nel programma sono coinvolti – dopo la sigla di una apposita convenzione – i cacciatori del comprensorio Alpino Alta Valtellina. Si tratta di un programma che prevede il controllo della popolazione dei cervi che negli ultimi anni è cresciuta rapidamente sino ad arrivare a numeri che rischiano di pregiudicare l’equilibrio del sistema ambientale in alcune aree del parco. Il punto sulla situazione, i numeri ed i dati salienti dei rilievi condotti negli ultimi mesi, gli obiettivi strategici ed i programmi di intervento sono stati proposti nel documento (quasi 200 pagine) redatto da una apposita commissione e presentato oggi da Guido Tosi, Luca Pedrotti, Alessandro Gugiatti e Barbara Chiarenzi.

L’attenzione maggiore è stata posta sull’area Valfurva/Bormio nella quale ci sarebbero ben oltre 1.800 cervi con indici di densità decisamente più alti di quelli indicati dagli esperti di fauna alpina. La crescita quasi esponenziale (fermatasi solo con le grtandi nevicate del 2001) si è andata assestando a questa cifra negli ultimi anni; ma sono ancora troppi e pesano sia sugli altri ungulati (il rapporto con il capriolo è l’opposto di quanto dovrebbe essere, ovvero 28.1 contro 4.4 di densità) che sul resto della flora. Serve – è l’opinione degli esperti condivisa dagli amministratori del parco – avviare un programma di gestione che cerchi di riequilibrare la situazione non soltanto all’interno dell’area protetta ma anche nelle zone immediatamente circostanti (di qui la collaborazione con i cacciatori dell’alta valle che potranno diventare selecontrollori solo dopo 10 anni di attività nell’area in questione).

Il documento è decisamente articolato e ricco di contenuti scientifici che solo il 14 di novembre sarà ufficializzato con l’approvazione da parte del consiglio direttivo. Luca Pedrotti e Alessandro Gugiatti stanno preparando materiale di divulgazione ed informazione che AltaReziaNews pubblicherà nelle prossime settimane

Armando Trabucchi

Leggi l’articolo “Cervi, un amore antico, un problema da risolvere” da AltaReziaNews del 21 settembre 2008

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