VALFURVA – Nella giornata di domenica 17 agosto l’alpinista della Valfurva, Marco Confortola, è rientrato a casa per un breve incontro con faligliari ed amici. Ad accompagnarlo il fratello Luigi che si è recato a Padova – dove era stato rivoverato per curare il principio di congelamento – per prelevarlo; un saluto alla grande festa al sacrario del Gavia organizzata dagli alpini della Valfurva e poi di nuovo il trasferimento in una struttura medica per curarsi, quasi sicuramente a Zingonia.
Sul suo sito web, che pubblica la fotografica della vetta del K2, Marco esprime ancune riflessioi e considerazioni che vi proponiamo in versione integrale…

“Vi starete chiedendo che ne è di me… o forse mi avete sentito così tante volte in tv e alla radio e avete letto talmente tanto che sapete già tutto. Da ieri sera sono tornato a casa. Ho pianto di gioia quando sono arrivato! Sono stato una settimana a Padova dal Professor Picchi e ora, stabilite le cure che dovrò seguire, ho fatto ritorno nella mia Valfurva. La mia convalescenza non sarà breve ma sono fiducioso. Nei mesi che mi attendono, difficilmente potrò non pensare a quanto è successo: il dolore intenso e costante ai miei piedi, che mi impedisce di dormire, me lo ricorderà ogni momento. Ma non sarà solo il dolore fisico… quest’esperienza mi seguirà per sempre e so che certe immagini e certi ricordi mi accompagneranno a lungo. So anche che molte cose che ora mi sembra di non ricordare affioreranno…. so comunque che è stata una lezione. Non voglio parlare di responsabilità o, peggio, di colpe, soprattutto se riferite ad altri: non mi interessa. Posso invece riflettere sulle mie responsabilità, su ciò che ho fatto, su come l’ho fatto e so che, avendo avuto la fortuna di poter tornare, quanto ho vissuto mi insegnerà tanto. Mi aspettano settimane in cui avrò tanto tempo: il tempo di pensare, il tempo di dedicarmi agli altri, il tempo di ascoltare le mie sensazioni e di rifletterci sopra. La mia vicenda sul K2 sarà lunga e non perchè se ne dovrà necessariamente parlare ma perchè a me continuerà a raccontare molte cose. Desidero ringraziare tutti voi che mi avete seguito con tanto affetto, che avete scritto centinaia di mail che ho letto una per una, che mi hanno fatto tanta compagnia mentre ero in ospedale… grazie a tutti di cuore”.
Marco Confortola

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